Nessun abuso edilizio nel vigneto a Porto Rotondo: tutti assolti

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Il presunto abuso edilizio a Porto Rotondo.

Era iniziata nel 2020 l’indagine del Corpo Forestale su un vigneto impiantato a Porto Rotondo, in un’area destinata alla produzione di vini a denominazione di origine controllata, per via di un presunto abuso edilizio. L’inchiesta aveva portato al sequestro preventivo del terreno, che secondo l’accusa era stato oggetto di gravi irregolarità edilizie.

L’imprenditore Marius Narie, residente da tempo a Olbia, e il progettista Giuseppe Carlo Sini erano finiti a giudizio con accuse pesanti. I due imputati, nell’accusa messa nero su bianco dalla Procura, avrebbero realizzato il vigneto violando diverse norme: sarebbero stati effettuati movimenti terra non autorizzati, occupazione abusiva di suolo pubblico demaniale, disboscamenti illeciti, alterazioni ambientali e costruzioni in aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

Nel corso dell’istruttoria sono stati ascoltati numerosi testimoni, tra cui anche i tecnici del Comune di Olbia. Questi ultimi, dopo un sopralluogo svolto con la polizia giudiziaria e il personale forestale, hanno escluso qualsiasi violazione edilizia o urbanistica. Hanno inoltre dichiarato che nessuna attività di disboscamento risulta essere stata eseguita, confermando che i lavori per l’impianto del vigneto sono avvenuti nel rispetto delle normative vigenti.

Le verifiche hanno permesso di chiarire che l’intervento, finalizzato alla realizzazione di un moderno vigneto biologico, non ha comportato alterazioni del paesaggio né compromissioni ambientali. I terreni interessati risultano tutti di proprietà privata e non sottoposti a vincoli impeditivi, come inizialmente ipotizzato.

Dopo cinque anni di processo, il tribunale di Tempio Pausania ha assolto con formula piena entrambi gli imputati. Mario Erus è stato riconosciuto estraneo a qualsiasi illecito edilizio, mentre per Giuseppe Carlo Sini è caduta anche l’accusa di falso ideologico in atto pubblico.

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