Il caso di stalking a Olbia.
Un uomo di 31 anni di Olbia è stato accusato di stalking nei confronti della sua ex compagna per episodi avvenuti tra il 2016 e il novembre 2018. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe tormentato la donna con continue telefonate, pedinamenti e molestie, tanto che la vittima, per evitare il costante assedio, sarebbe stata costretta a cambiare numero di telefono per tre volte.
Inoltre, avrebbe cercato di ottenere informazioni su di lei e sui suoi familiari tramite i social media, utilizzando anche profili falsi. Tali comportamenti avrebbero provocato nella donna uno stato di forte ansia e preoccupazione per la propria sicurezza, spingendola a ricorrere a cure specialistiche.
Durante il processo, il pubblico ministero ha sostenuto la tesi accusatoria, chiedendo una condanna di un anno e sei mesi di reclusione e un risarcimento di 25 mila euro per i danni subiti dalla vittima. La difesa dell’imputato, tuttavia, ha contestato queste accuse. Affermando che la relazione tra i due non fosse mai stata chiaramente interrotta e che l’uomo non avesse compiuto atti persecutori. I legali dell’imputato hanno inoltre sostenuto che le azioni descritte non potessero configurare il reato di stalking, richiedendo così l’assoluzione del loro assistito.
Dopo aver valutato le prove e le testimonianze, il tribunale ha condannato l’uomo a otto mesi di reclusione, con la pena sospesa. E ha stabilito un risarcimento di 7.000 euro a favore della donna. La difesa ha annunciato l’intenzione di presentare appello, sostenendo che le prove a carico dell’imputato fossero insufficienti.
