Il numero dei laureati a Olbia è inferiore alla media nazionale.
Il numero dei laureati in Italia è ancora basso se paragonato con gli altri paesi dell’Unione Europea, con ampi divari territoriali e il sud Italia che presenta ancora percentuali inferiori. Tra le regioni con meno laureati c’è la Sardegna, sopratutto nei paesi dell’entroterra e lontani dalle sedi universitarie, con qualche eccezione.
Olbia è una delle città che negli ultimi anni ha aumentato la sua offerta formativa per quanto riguardano le Università. In città oggi sono saliti a cinque i corsi di laurea (tre triennali e due magistrali), gli ultimi dei quali attivati sono quelli di Scienze Infermieristiche e Ingegneria Navale, dove è una delle poche lauree presenti a livello nazionale. Recentemente c’è anche la notizia dell’acquisizione dell’ex caserma della Guardia di Finanza per ospitare una delle sedi del Polo UniOlbia, con dei corsi dell’Università di Cagliari. Tuttavia, nonostante questo sviluppo a vocazione universitaria della città, il numero dei laureati non cresce e i divari con le altre grandi città sono notevoli.
Il numero di laureati in Sardegna
Secondo il nuovo studio di Openpolis, basato su dati Istat, in città il numero dei laureati arriva appena al 21,2%, con percentuali sotto la media nazionale. Il divario è notevole se confrontato con i dati delle città medio e grandi come Nuoro ( 31,6%), Sassari ( 31,2%), Oristano ( 30,7%), Alghero (27,7%) e si allontana ancora di più a Cagliari, dove sale al 41%, ovvero il doppio della città gallurese.
LEGGI ANCHE: L’ex caserma della Finanza passa all’Università, accordo chiuso a Olbia
In generale la percentuale delle persone in possesso del titolo di studio è maggiore nei paesi collegati meglio alle città dove sono presenti sedi universitarie e nelle città “capoluogo”, ovvero dove sono presenti le università e dove gli studenti non sono costretti a fare i pendolari o sostenere costi per vivere nelle città che ospitano i corsi di laurea. Tuttavia, ci sono delle eccezioni.
Ad esempio Olbia ospita diversi corsi universitari e, pur essendo meno ampia l’offerta formativa, non regge il confronto con città, come Nuoro, dove sono presenti ugualmente pochi corsi, se si parla del numero delle persone con titolo terziario tra i 25 e i 49 anni. Nel capoluogo barbaricino ci sono 4 corsi di laurea triennale e due magistrali. Anche a Oristano sono sei i corsi di laurea. Effettivamente le percentuali di laureati crescono dove sono presenti corsi di laurea, ma, come si può vedere anche nel caso di Olbia non basta per spiegare il motivo del basso numero di laureati in un territorio.
LEGGI ANCHE: Cresce l’Università a Olbia, cinque corsi grazie agli atenei di Sassari e Cagliari
Percentuali alte di laureati, infatti, si trovano anche in qualche piccolo paese, ma fanno eccezioni. Come ad Anela ( 39,3%), dove il dato è superiore a Sassari. In generale, in Gallura i divari nei diversi comuni sono comunque altissimi se paragonati ai paesi della provincia ovest. Ad esempio, ci sono comuni come Padru, dove la percentuale di chi è in possesso di laurea arriva ad appena il 10%.
Secondo i ricercatori di Openpolis, invece, le cause del basso numero di laureati è anche ereditario. ”Quando i genitori non hanno il diploma, quasi un giovane su 4 (23,9%) abbandona precocemente gli studi e solo il 12% dei figli raggiunge la laurea o un altro titolo terziario. Al contrario, se almeno un genitore è laureato, la percentuale di abbandoni precoci della scuola scende al 1,6%, mentre quasi il 70% arriva a laurearsi. Queste tendenze aiutano a comprendere quanto l’incidenza di adulti laureati sia un fattore rilevante anche rispetto alle politiche di contrasto della povertà educativa”, si legge nel testo.
In un altro studio di Openpolis si è rilevato come il numero dei diplomati in Gallura sia uno dei più bassi in Sardegna: i dati sono tra i peggiori in Italia. A Olbia sono soltanto il 66,7% le persone dai 25 ai 49 anni in possesso di un diploma o titolo superiore, una percentuale lievemente superiore alla media regionale. Anche nella scorsa indagine si metteva in luce come la povertà educativa sia maggiore nelle famiglie dove il titolo di studio è minore.




