Accusa di corruzione in atti giudiziari a Olbia, assolti il giudice Cristiano e l’imprenditore Galizia.
Dopo dieci anni di processo, si è chiusa con un’assoluzione la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolti l’ex Gip di Tempio, Vincenzo Cristiano, e l’imprenditore di Pozzuoli, Umberto Galizia, accusati di corruzione in atti giudiziari a Olbia.
Secondo l’inchiesta, avviata anni fa, l’imprenditore avrebbe offerto presunti regali e utilità al giudice Cristiano. Tra queste, piatti per un ristorante di San Teodoro gestito da una società riconducibile al giudice. Inoltre, la disponibilità di un appartamento a Olbia e di un’auto Smart. Elementi che, secondo l’accusa, sarebbero stati finalizzati a ottenere favori in ambito giudiziario da parte del giudice. A insospettire la Procura di Tempio fu il fatto che il giudice si presentò ai carabinieri chiedendo di essere informato sugli sviluppi di una indagine, lasciandogli il suo numero di telefono.
La sentenza del tribunale di Napoli.
L’ex gip Vincenzo Cristiano è stato assistito dai suoi avvocati nel lungo procedimento che si è svolto davanti al tribunale di Napoli, così come l’imprenditore Umberto Galizia, anche lui difeso dai suoi legali.
Il processo si è concluso nei giorni scorsi con la sentenza emessa dal collegio giudicante presieduto dalla giudice Amelia Primavera. Il tribunale ha assolto entrambi gli imputati con la formula piena “perché il fatto non sussiste”, ritenendo completamente infondata l’accusa di corruzione in atti giudiziari.
