Premio Ondras alla coppia Azzena-Santiago che parla gallurese e basco col figlio
Alla famiglia Azzena Santiago, che parla gallurese e basco e vive a Pamplona, va il Premio Ondras 2025 per le minoranze linguistiche. Riccardo ha lasciato Olbia per trasferirsi in Navarra con Ainara e i due insegnano le rispettive lingue al figlioletto. Venerdì 5 dicembre alla Manifattura Tabacchi di Cagliari la cerimonia della quarta edizione del Premio Ondras, riconoscimento per gli attivisti delle lingue minoritarie in Europa. Riccardo Azzena, 35enne di Olbia e la 34enne Ainara Santiago Langarika vivono col piccolo Aratz nella città di Iruñea (nome originario basco, ma più nota con quello castigliano di Pamplona).
“La famiglia Azzena Santiago incarna tutti i valori europei del pluralismo linguistico, della diversità e della promozione delle lingue minoritarie – è la motivazione della giuria del premio promosso dal Crei Acli -. In quanto, essendo composta da un gallurese espatriato e da una navarrese di lingua basca; pur vivendo in una realtà dove le lingue dominanti hanno un ruolo preponderante, hanno deciso di crescere il loro figlio utilizzando le rispettive lingue identitarie. Pertanto, il bimbo sarà cresciuto in gallurese e basco e apprenderà lo spagnolo e l’italiano, magari in un secondo momento a scuola o dall’ambiente circostante”.
Chi sono Ainara e Riccardo
Ainara, laureata in Belle Arti all’Universidad Complutense di Madrid e ha completato un Master in Diseño Gráfico all’Universidad de La Rioja (Logroño) ha deciso di prendersi una pausa dopo la nascita del figlio. Riccardo, laureato in Mediazione linguistica e culturale a Padova negli anni ha approfondito il campo dell’informatica, settore in cui lavora attualmente come System administrator alla Bosch”.
“Hanno scelto di parlare al loro figlio in basco e in gallurese, una decisione politica, personale e anche sentimentale in quanto credono che l’unico modo per mantenere viva l’eredità linguistica e culturale dell’euskara sia che diventi una delle sue lingue madri – spiegano gli organizzatori -. Lo stesso vale per il gallurese, una lingua che per il padre rappresenta radici, identità e memoria familiare. In una realtà in cui l’italiano e lo spagnolo saranno comunque inevitabilmente presenti, considerano fondamentale offrirgli il contatto quotidiano con le lingue minoritarie che formano la loro storia. Avendo sempre difeso la diversità linguistica, ritengono che trasmettere queste lingue al figlio sia il modo più autentico per farlo crescere consapevole delle sue origini e del valore della pluralità culturale”.




