Le indagini sull’incendio nel cantiere degli yatch a Olbia.
Le fiamme che il 22 aprile scorso hanno ridotto in cenere 40 yacht nel cantiere Nautica Acqua di Olbia tornano al centro dell’attenzione dopo nuovi sviluppi nelle indagini. La Procura di Tempio ha acquisito la testimonianza di un testimone presente nei primissimi momenti dell’incendio, la cui versione mette in discussione la ricostruzione iniziale sull’origine del rogo. La notizia delle novità sulle indagini per gli yacht in fiamme nel cantiere a Olbia è stata anticipata da L’Unione Sarda.
Le fiamme nel cantiere a Olbia
Secondo quanto accertato, le fiamme sarebbero partite da uno yacht diverso dal Maori 54, contraddicendo quanto sostenuto dall’accusa. Il testimone ha inoltre segnalato il distacco di pezzi infuocati del telone di protezione in nylon, osservando uno scenario drammatico con fiamme alte fino al tetto del capannone di Cala Saccaia. Il sistema antincendio non sarebbe stato attivato e gli idranti si sarebbero rivelati inutilizzabili per mancanza d’acqua.
La nuova testimonianza potrebbe modificare le prospettive sull’indagine, aprendo scenari alternativi sulle responsabilità e sull’origine del devastante incendio. Le autorità continuano a ricostruire con attenzione le dinamiche di un rogo che ha provocato danni per centinaia di milioni di euro, mantenendo alta l’attenzione sulla vicenda.




