L’omicidio di Giovanni Fresi.
A un anno dal terribile delitto di Arzachena la Corte d’Assise di Sassari ha ricostruito tutti gli attimi che hanno portato all’omicidio di Giovanni Fresi, da parte del figlio Michele nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2023.
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Oltre all’omicidio del padre, il 28enne arzachenese aveva ferito la fidanzata Sofia Maria Vasiliu e due carabinieri intervenuti per fermarlo. In aula come testimoni sette investigatori, tra cui i carabinieri che riportarono gravi lesioni.
Uno di questi ha riportato danni ad un occhio, nel tentativo di calmare il giovane. I due militari si sono costituiti parte civile. Secondo la ricostruzione dei testimoni, l’imputato ha ucciso il padre in preda ad un delirio allucinatorio dovuto a massicce dosi di droga.
Il ragazzo era convinto di aver ucciso un alieno in preda alle allucinazioni. Diverse persone lo avevano visto quella notte vagare per le vie del centro di Arzachena scalzo, a piedi nudi e con una mazza di legno, così come si vede in un video girato dall’interno di un bar da parte degli avventori. Prima aveva aggredito la fidanzata, poi aveva colpito il padre, morto qualche ora dopo in ospedale.
Durante la perquisizione nella sua abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto diverse droghe che aveva usato quella sera. Michele Fresi ora è accusato di omicidio e lesioni gravissime. La fidanzata si è costituita parte civile, così come la compagna del padre, Anna Maria Cudoni. Il processo riprenderà il 17 dicembre, con l’audizione di altri testimoni, tra cui Anna Maria Cudoni.
