A tre giorni dall’omicidio di Buddusò, il killer non ha ancora un nome

Omicidio a Buddusò, Marco Pusceddu

L’omicidio di Buddusò e le indagini.

Sono passati tre giorni dall’omicidio di Buddusò e ancora il killer di Marco Pusceddu non ha un nome. Senza un’identità dell’omicida, difficile ricostruire il movente del delitto: le indagini si stanno concentrando, infatti, su un movente passionale o economico, ma non la vendetta, in quanto la vittima non aveva nemici in paese.

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L’assassino potrebbe essere originario del Campidano e del Sulcis, luoghi di provenienza della vittima, ma ancora non sono emersi elementi utili per identificare l’omicida. Dalle telecamere, tuttavia, è stato ripreso l’assassino del 50enne freddato nella notte tra giovedì e venerdì con almeno cinque colpi di pistola tra torace e collo, mentre rientrava a casa dopo aver lasciato la sede dell’associazione Intervol.

Il killer ha agito in pieno centro, sorprendendo la vittima che aveva ancora il condizionatore acceso in auto, il telefono sul sedile e la spesa nel bagagliaio. Dopo aver sparato, l’uomo è fuggito a piedi: le indagini non indicano la presenza di un complice.

La pistola.

Dai proiettili usati, gli investigatori ipotizzano l’uso di una pistola calibro 9, elemento chiave per risalire all’assassino. Si vagliano le immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze dei residenti per ricostruire i movimenti del fuggitivo, descritto come un uomo con cappellino e mascherina.

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