Dalle telecamere la verità sull’omicidio a Buddusò.
Un uomo immortalato dalle telecamere potrebbe rappresentare la chiave di volta nelle indagini sull’omicidio di Marco Pusceddu, freddato nella notte tra giovedì e venerdì a Buddusò. L’immagine, ripresa da un occhio elettronico lungo il percorso seguito dal presunto killer, mostra la figura di chi avrebbe sparato almeno cinque colpi di piccolo calibro, colpendo la vittima al torace e lasciandola senza scampo davanti alla sede dell’Intervol.
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Pusceddu, 59 anni, originario di Domusnovas e residente a Portoscuso, lavorava come soccorritore del 118 e negli ultimi mesi faceva la spola tra il Sulcis e Buddusò, dove prestava servizio tre volte alla settimana. Non aveva legami noti con il paese, fatto che orienta le indagini verso un movente maturato altrove. Il suo passato recente è segnato da un’aggressione avvenuta a febbraio a Flumentepido, dove era stato colpito con un cric. Nessuna denuncia, ma una lunga convalescenza e il successivo trasferimento in Gallura. Tra le piste seguite, non viene esclusa quella di una vendetta legata a questioni personali o sentimentali.
L’uomo ripreso mentre si allontana a piedi dalla scena del crimine è ora al centro dell’attenzione degli inquirenti, che stanno raccogliendo testimonianze e analizzando i collegamenti tra i vari tasselli. L’impressione è che il cerchio, almeno sul piano geografico, si stia stringendo e che presto il presunto responsabile possa avere un nome e un volto.
