Indagini a tutto campo sull’omicidio di Buddusò.
Un’aggressione fredda e calcolata quella avvenuta ieri sera Buddusò, dove un operatore del 118 Intervol è stato assassinato in un vero e proprio agguato a colpi di pistola. La vittima, Marco Pusceddu, 50 anni, originario di Portoscuso, era da pochi mesi trasferito in paese per lavorare con l’associazione di volontariato Intervol, sede locale del servizio sanitario d’emergenza. Intorno alle 23, un uomo si è presentato nell’edificio che ospita l’associazione, situato all’angolo tra via Pietro Nenni e via Ugo La Malfa, chiamando a gran voce il nome di Pusceddu. Non appena la vittima si è girata, il killer ha esploso almeno 5 colpi a distanza ravvicinata, colpendo mortalmente l’uomo al volto e al torace. Nonostante l’immediato intervento dei colleghi e dei soccorsi, per Pusceddu non c’è stato nulla da fare: è morto tra le braccia di chi lo conosceva.
Le indagini sono seguite dai carabinieri della Compagnia di Ozieri.
Le Forze dell’Ordine hanno avviato un’indagine coordinata dalla Procura di Sassari, con il pubblico ministero Elisa Succu e i carabinieri della Compagnia di Ozieri sotto la guida del maggiore Gabriele Tronca, supportati dal nucleo investigativo provinciale. L’autopsia sul corpo della vittima è stata già disposta. Gli inquirenti stanno esaminando la vita privata e il passato di Pusceddu per trovare elementi utili a ricostruire il movente e identificare il responsabile, o eventuali complici. Tra le piste più accreditate, emerge quella di una vendetta personale.
Non è il primo episodio violento nella vita recente dell’uomo. Alcuni mesi fa, Pusceddu era stato ricoverato in ospedale a causa di una grave ferita alla testa riportata in un’aggressione avvenuta in un’area di sosta mentre si trovava in auto. All’epoca si era risvegliato privo di memoria sull’accaduto e senza poter indicare l’aggressore. Questo episodio è al centro delle indagini e potrebbe essere collegato all’omicidio.
Le testimonianze delle persone presenti nei dintorni.
Testimoni nei dintorni hanno riferito di aver udito tra 4 e 5 colpi di pistola e, subito dopo, il rumore di un’auto che si allontanava rapidamente. Si ipotizza che l’assassino sia arrivato a piedi presso la sede dell’associazione e sia poi fuggito con un veicolo, forse aiutato da un complice ad attenderlo. La mancanza di telecamere di sorveglianza nella sede complica la ricostruzione, anche se sono in corso verifiche sulle immagini degli impianti vicini. Gli investigatori stanno ascoltando i presenti per raccogliere testimonianze e tentare di delineare un identikit attendibile.
Grande dolore nel paese di Buddusò dopo il terribile omicidio.
Il paese di Buddusò, tradizionalmente pacifico e lontano da episodi di violenza, è rimasto profondamente scosso da quanto accaduto. Il clima di sgomento è palpabile, mentre le forze dell’ordine proseguono con rigore nelle indagini, decise a fare luce sull’atroce delitto e a garantire sicurezza e giustizia in un territorio che mai si sarebbe aspettato una simile tragedia.
