Omicidio Pinna, l’avvocato di Rosamaria Elvo: “Rispetto per una madre innocente”

Cinzia Pinna e Emanuele Ragnedda

Rosamaria Elvo indagata per favoreggiamento: l’avvocato la difende e i social la condannano

Rosamaria Elvo è l’amica di Emanuele Ragnedda indagata per favoreggiamento, l’avvocato la difende dalle pesanti accuse. “La mia assistita si dichiara innocente rispetto alla condotta di favoreggiamento che, a titolo provvisorio, le viene addebitata”, ha detto l’avvocato Francesco Umberto Furnari. Tanti gli utenti social che la accusano per il suo presunto ruolo nella tragica fine di Cinzia Pinna. La morte della 33enne di Castelsardo ha sconvolto tutti e gli elementi che emergono sulla condotta di Ragnedda scatenano la rabbia. Questo sentimento negativo si abbatte anche sulla figura dell’amica che, secondo gli inquirenti, potrebbe averlo aiutato nei giorni successivi al delitto.

L’avocato Furnari

“Vengono addebitati su varie testate comportamenti che la signora avrebbe posto in essere che sono lontani dalla verità fattuale – continua il legale di Rosamaria Elvo, che ha parlato con l’Adnkronos -. Verità che in queste ore non è assolutamente emersa, creando situazioni problematiche nei confronti di una signora che è anche una madre e un’imprenditrice. Si sta violando ogni tipo di rispetto verso la persona”.

Abbiamo perso la vita di una giovane ragazza, ma si deve avere rispetto anche delle altre persone coinvolte a vario titolo in questa vicenda – continua -. È assurdo che una madre ritrovi la foto in prima pagina e la folla che urla il suo nome sotto la finestra. I comportamenti selvaggi non verranno tollerati come la fuga di notizie false: verranno setacciate in maniera certosina e saranno adottati provvedimenti”.

Gli attacchi sui social

Da quando è pubblico il suo nome, in tanti si stanno accanendo su di lei. Tantissimi i messaggi e gli insulti su Facebook, ma anche pressioni sotto casa sua. I commenti più feroci arrivano dalle donne. “Tutto torna, ricordatelo e pagherai tutto, pensa se l’avessero fatto a tua madre a tua sorella o a tua figlia, schifosa miserabile“. “Vergognati, chissà tutte le crudeltà che avete fatto a quella povera ragazza, il carcere spero ti ospiti per sempre, bastarda“. “Che vergogna, questa ha pure una figlia“.

La prudenza dei garantisti

Ma ci sono anche utenti garantisti, che non condividono il linciaggio social nei confronti di un’indagata. . “Dovesse emergere che questa donna e madre non ha avuto alcun ruolo o responsabilità nel delitto, spero che non vi lascino manco lo scopino del cesso, oltre ad un divieto perpetuo di accesso a qualsiasi social“. “Ma per carità! Siete tutti pronti, giornalisti in primis e facebookini leoni da tastiera a diffamare una persona, una madre con una figlia adolescente, un età estremamente delicata, in base a un indagine in corso”.

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