Omicidio a Buddusò, ancora tanti i punti da chiarire

Omicidio a Buddusò, Marco Pusceddu

Le indagini sull’omicidio a Buddusò.

Dietro l’omicidio di Marco Pusceddu, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì a Buddusò, sembra celarsi un passato oscuro fatto di debiti, usura, droga e misteri ancora irrisolti. La tragedia si è consumata all’esterno della sede Intervol, dove l’uomo prestava servizio come soccorritore del 118: un killer lo ha raggiunto e lo ha colpito con cinque colpi di pistola al petto, uccidendolo sul colpo.

Pusceddu, residente a Portoscuso dal 1990, era stato vittima di un’aggressione brutale circa tre mesi prima dell’omicidio. Era stato trovato in fin di vita lungo una strada provinciale, in una pozza di sangue, privo di sensi e trasportato d’urgenza in ospedale. Quel ferimento, per cui non era stata sporta denuncia, rimane ancora avvolto nel mistero. Nonostante la gravità, nessuna pista era stata seguita finora, e nessuno era stato identificato come responsabile.

Negli ultimi tempi, inoltre, la vita privata di Pusceddu era segnata da tensioni familiari. La sua ex compagna di Iglesias, con cui conviveva, aveva presentato una denuncia per maltrattamenti e stalking, dichiarando di vivere una convivenza difficile.

Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Ozieri, Sassari e Iglesias sono in corso e mirano a ricostruire la rete di rapporti e conflitti nella vita di Pusceddu, indagando anche sulle sue possibili difficoltà economiche e legami con il mondo della droga. La famiglia ha affidato la propria difesa all’avvocato Marco Aste, pronto a seguire gli sviluppi di un caso che potrebbe presto portare all’identificazione e all’arresto dell’assassino, che ha agito a volto scoperto con un odio profondo e determinato.

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