Ospedale di Tempio, scontro tra i sindaci e l’Ats sull’emergenza coronavirus

Una nuova lettera inviata dai sindaci.

Continua lo scontro tra i sindaci e ATS Assl di Olbia sulla situazione dell’ospedale di Tempio. Una nuova lettera del vice sindaco di Tempio Gianni Addis, condivisa e firmata da sindaci di Santa Teresa Gallura, Aggius,Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Trinità d’Agultu e Vignola e Viddalba

Letto il comunicato stampa che in data odierna è stato diramato da codesta Area Socio Sanitaria Locale di Olbia, da parte mia e dei Sindaci dell’Unione Alta Gallura, è doveroso osservare quanto segue. Il comunicato non è idoneo a fornire le necessarie risposte alle richieste fatte.

Ancora, infatti, si attendono formali e puntuali informazioni e riscontri sulla reale situazione dell’ospedale, chieste attraverso un’azione forte dei Sindaci intrapresa sulla base di continue segnalazioni giunte da personale medico e non, che opera all’interno dell’ospedale, e che ha come unico scopo quello di evitare l’insorgere di un focolaio, come già avvenuto nei reparti di strutture ospedaliere a noi vicine, e non certo di creare allarmismi. L’allarme in Città era già presente proprio a causa della mancanza di una corretta comunicazione e informazione alla popolazione.

Nulla si dice nel comunicato in merito alle stringenti e urgenti richieste fatte dai Sindaci, quale ad esempio, quella ritenuta indispensabile e non più rinviabile di sottoporre a tampone tutto il personale medico e paramedico dell’Ospedale, che qtii viene con forza rinnovata.

Tuttavia, si prende atto di quanto nel comunicato viene affermato, e cioè che nel reparto di medicina “tutto il personale, medici, infermieri, tecnici, oss, personale impiegato nelle pulizie che effettua ciclicamente la sanificazione delle aree più a rischio della struttura utilizza rigorosamente i dispositivi di protezione individuale nel rispetto delle procedure riguardanti la prevenzione della diffusione del virus” e che la paziente ricoverata sia risultata negativa al secondo tampone. Lo apprendiamo quindi dal comunicato stampa, augurandoci che nel tempo della positività, la paziente non sia entrata in contatto con soggetti non protetti adeguatamente.

Tuttavia, resta il fatto grave che, nonostante si siano già registrati tre casi di positivi Covid-19, e nello specifico un paziente di Ortopedia, un infermiere di ortopedia e la paziente di medicina che comunque è stata positiva, non sono stati effettuati tamponi generalizzati, mentre risulta che solo da stamattina l’Azienda ha iniziato a farli al personale di medicina, peraltro solo a una parte e non a tutti.

Inoltre, in merito alle ulteriori affermazioni contenute nel comunicato, risulta da fonti interne all’ospedale e della cui veridicità non si ha motivo di dubitare, che solo da questa mattina il reparto di medicina sia a conoscenza dell’esito negativo del secondo tampone effettuato alla paziente in isolamento e che il reparto di ortopedia, sebbene sanificato, non è operativo, mentre nel comunicato si dice che il reparto “ha potuto riprendere la sua attività”.

Sulla sanificazione degli ambienti del reparto di medicina, non sono chiare le modalità con le quali tale attività sia stata eseguita.

Sui dispositivi di protezione individuale, risulta, sempre da fonti interne all’ospedale, che solo da stamattina è stato nominato un responsabile per la loro distribuzione che, finora, è avvenuta in maniera discontinua, del tutto insufficiente, e non in base ai criteri oggettivi dettati per i casi di esposizione al rischio nell’ambiente ospedaliero.

E’, comunque, evidente che se qualcosa l’Azienda sta facendo, è solo a seguito della segnalazione da me fatta insieme ai Sindaci del Territorio, lasciando trascorrere un tempo troppo lungo dall’insorgere dei casi. Di ciò si prenda atto.

Detto questo, è con nuovo rammarico e rinnovata preoccupazione, che mi trovo insieme agli altri sindaci, a dover ancora una volta registrare un grave difetto di comunicazione istituzionale da parte dell’Azienda in indirizzo.

Nonostante la gravità della situazione e delle urgenti richieste dei sindaci, si è preferito diramare un comunicato stampa, così omettendo di dare un doveroso riscontro formale alle Istituzioni del territorio ugualmente coinvolte insieme alle Aziende sanitarie seppur per differenti aspetti, nella gestione dell’emergenza e nell’attuazione delle misure di contenimento della diffusione del virus.

A proposito dell’ombra gettata sull’andamento delle procedure di gestione dell’emergenza al “Paolo Dettori”, è bene, evidentemente, ricordare qualcosa sulla catena di comando costituita per questa situazione di emergenza nazionale, e su come questa debba funzionare nei vari livelli territoriali.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri — Dipartimento della Protezione Civile con nota prot. COVID/0010656 del 03.03.2020, ha impartito precise Misure operative di protezione civile inerenti la definizione della catena di comando e controllo, del flusso delle comunicazioni e delle procedure  da attivare in relazione allo stato emergenziale determinate dal diffondersi del virus Covid-19.

Tra le principali azioni operative individuate per ogni livello di coordinamento, è previsto alla lettera n) del “livello regionale”, che “Nel caso sia accertato una positività al Covid-19, l’Azienda regionale ne dà segnalazione alla SOR e al Sindaco per le conseguenti azioni.”

A sua volta, il sindaco, per quanto previsto alla lettera a) del “livello comunale”, è tenuto a dare informazione alla popolazione e ad apprestare tutte le attività elencate nello stesso livello. Ci si chiede come possa il Sindaco informare la propria comunità in assenza di informazioni da parte di chi ha per primo, il dovere di darle.

Tutto ciò è finora mancato e l’Azienda continua a non fare quanto invece deve, rendendosi responsabile della mancata attuazione delle misure operative necessarie per un efficace contrasto alla diffusione del virus.

Ancora una volta, chiedo, quindi, insieme a tutti i Sindaci del Territorio, di essere costantemente e ufficialmente informato con la tempestività e l’urgenza dettate dalla gravità della situazione, su ogni circostanza legata all’emergenza sanitaria da diffusione del coronavirus, che riguardi l’Ospedale cittadino di Tempio Pausania e di dare immediato riscontro sulla attuazione delle presenti richieste e di quelle contenute nella precedente nota prot. 7166/2020.

Si chiede, infine, di confermare la positività al Covid-19 di un paziente del reparto del Paolo Dettori o di smentire ufficialmente la circostanza, se non veritiera. Nel caso di conferma, si chiede di sapere quali misure siano state adottate in proposito e se, in particolare, siano stati fatti i tamponi al personale.

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