Candidati e neo consiglieri, le pagelle di queste elezioni regionali per Olbia-Tempio

Le pagelle dei candidati alle elezioni regionali.

Precisiamo subito: è un gioco. Non c’è nessun giudizio personale e nemmeno retropensieri di sorta. Sono considerazioni che abbiamo formulato su nostre opinioni esclusivamente professionali, avendo seguito la campagna elettorale giorno dopo giorno e conoscendo il percorso politico dei candidati. Ecco allora le nostre pagelle sulle elezioni regionali.

Voto 1. Pietro Francesco Zanchetta. Da un consigliere regionale uscente, ci si aspettava francamente di più di 936 preferenze. Considerando anche l’importanza del comune dove è residente, ovvero La Maddalena. Fa riflettere.

Voto 2. Matteo Sanna. Ci ha riprovato e gli è andata male. Appena 905 voti. Meno della metà di quelli che aveva ottenuto quando era stato eletto in Regione l’ultima volta. Stagione finita?

Voto 3 ½. Pier Luigi Caria. L’assessore regionale uscente arriva terzo nel collegio di Olbia-Tempio con il Pd. Nonostante le importanti risorse che ha destinato all’agricoltura, ambito di sua competenza, durante il suo mandato, in questi anni. Da rivedere.

Voto 4+. Lidia Fancello. L’ex segretaria del Psd’Az locale, espulsa con un braccio di ferro finito in tribunale, arriva all’ultimo gradino del podio (terza) nel movimento di Mauro Pili, Sardi Liberi, con 160 preferenze. Un po’ pochine vista la sua lunga carriera politica.

Voto 4/5. Renato Azara. L’imprenditore della nautica, noto per le sue imprese veliche, racimola appena 414 voti. Unica giustificazione: era candidato con il Partito dei sardi, che ha fatto tutto tranne che brillare in queste elezioni.

Voto 5 ½. Sabrina Serra. Ha fatto bene, ma non troppo, ricordandoci che in questa tornata elettorale si poteva esprimere la doppia preferenza di genere. Ma a livello locale per lei si è trattato, comunque, di un buon risultato.

Voto 6 +. Dario Giagoni. Più votato della Lega in Gallura, premiato nella sua Santa Teresa. Il vice commissario regionale forse poteva ambire a qualcosa di più, in un momento in cui il partito di Salvini continua a macinare consensi. Si vedrà.

Voto 6 ½. Roberto Li Gioi. In un Movimento 5 Stelle in affanno in questa competizione regionale lui ha fatto il possibile. Anzi, di più. 1.250 voti sono un bel risultato, che premia il Meetup di Olbia. Adesso, però, bisogna passare dalle parole ai fatti, nei limiti delle possibilità di chi sta all’opposizione.

Voto 7/8. Angelo Cocciu. Il figlio di Olbia, così come l’ha battezzato profeticamente il sindaco Settimo Nizzi, ha sbancato proprio nella sua città. Con 4.610 preferenze porta al successo anche Forza Italia. Certo, un trionfo non tutto in salita, quando sono in tanti quelli del partito a darti una mano.

Voto 8. Giuseppe Fasolino. Il sindaco di Golfo Aranci non centra la sua riconferma in Regione, ma sfiora, comunque, i 3mila voti. Un tesoretto che potrebbe ora valergli la carica di assessore. Ma non sarà così facile, come molti pensano.

Voto 8 ½. Andrea Biancareddu. Si è preso la rivincita sulle scorse elezioni regionali, quando era rimasto fuori nonostante la valanga di voti ottenuta. Il sindaco di Tempio ha dimostrato quanto lavorare sul territorio paghi sempre in termini di consenso. Altro giro, altra corsa.

Voto 9. Patrizia Desole. In silenzio e occupandosi dei temi a lei più cari (diritti umani e donne) è arrivata seconda nella lista del Pd nel collegio di Olbia-Tempio. Ma, soprattutto, è stata tra le donne più votate della Sardegna, anche se non entrerà in Consiglio regionale. Da tenere sott’occhio.

Voto 10. Giuseppe Meloni. Con 4.850 suffragi è stato il candidato più votato della Gallura. Un record che gli vale la riconferma per un’altra legislatura a Cagliari, ma che gli consegna virtualmente anche la leadership del Pd locale. Tanto lavoro da fare.

Lode. Giovanni Antonio e Giovanni Satta. Gemelli diversi, ma con un comune cursus honorum da sindaci (uno è ancora in carica) riescono nell’impresa, unica nel collegio (eccetto Olbia), di fare eleggere due consiglieri regionali di Buddusò. Gli applausi sono d’obbligo.

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