Il Parlamento europeo chiede di inserire i Fratelli musulmani nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche

Per la Lega è una «vittoria storica», ma la decisione finale spetta ai governi dell’Unione.

Il Parlamento europeo ha votato giovedì a favore dell’inserimento di persone ed entità legate ai Fratelli musulmani nella lista dell’Unione europea delle organizzazioni terroristiche.

Secondo i promotori, il voto rappresenta un passo importante nel contrasto alle reti estremiste, alle loro fonti di finanziamento e alle loro attività in Europa.

Le risoluzioni del Parlamento europeo non sono tuttavia vincolanti. L’iscrizione nella lista terroristica dell’Ue è decisa dal Consiglio, cioè dai governi degli Stati membri, all’unanimità.

«Abbiamo sconfitto la sinistra»

L’eurodeputata della Lega Anna Cisint ha definito il voto una «vittoria storica». In un post su X ha scritto che la proposta del suo gruppo è stata approvata e che i Fratelli musulmani saranno ora messi al bando e iscritti nella lista nera dell’Ue.

«Dopo due anni di lavoro siamo riusciti a cambiare i rapporti di forza a Strasburgo e abbiamo sconfitto la sinistra», ha aggiunto, attribuendo il risultato alla Lega e al gruppo dei Patrioti per l’Europa.

Cisint ha inoltre denunciato l’esistenza a Padova di quello che ha descritto come un «tribunale islamico» che applicherebbe la sharia al posto della legge italiana. Ha citato tra gli esempi i ripudi verbali, i matrimoni di minori, la poligamia e la sottomissione delle donne, fenomeni che, a suo dire, dimostrano che l’islam politico è già una realtà.

L’eurodeputata ha dichiarato di aver presentato un esposto alla Procura e ha insistito sul fatto che in Italia devono valere le leggi italiane. Le sue accuse non sono state verificate in modo indipendente.

«Una minaccia ibrida e silenziosa»

In un intervento sul quotidiano Il Tempo, Cisint ha sostenuto che il vero pericolo per l’Europa è l’islam politico e ha definito il voto un momento chiave della legislatura.

Ha descritto l’islam politico come una «minaccia ibrida e silenziosa» e lo ha definito come la strumentalizzazione della religione a fini politico-militari da parte di organizzazioni sovversive come i Fratelli musulmani. Ha ricordato che la confraternita è già classificata come organizzazione terroristica in diversi Paesi.

Secondo l’eurodeputata, oltre alla violenza, il gruppo perseguirebbe una strategia più sottile: infiltrarsi nelle società e nelle istituzioni europee per indebolirle dall’interno. Cisint sostiene che rapporti d’intelligence di metà dei Paesi europei abbiano lanciato l’allarme su questo fenomeno.

«Si presentano con un volto rassicurante e moderato», ha affermato, accusando la confraternita di sfruttare i legami con ambienti di sinistra che l’avrebbero accolta per anni, usandoli come «cavallo di Troia» per entrare nelle istituzioni.

Cisint ha infine accusato l’Ue di non aver compreso per anni ciò che stava accadendo, al punto che organizzazioni legate ai Fratelli musulmani avrebbero ottenuto finanziamenti da istituzioni europee.

Le forze di sinistra del Parlamento europeo, che si sono opposte al testo, non hanno commentato nel materiale di partenza.

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