La crisi della plastica paralizza la Gallura, disagi anche nei piccoli centri

rifiuti in plastica

La crisi della plastica colpisce anche la Gallura.

Durante questo mese, anche la Sardegna si è trovata ad affrontare una delicata e inaspettata emergenza legata alla gestione e alla filiera del recupero della plastica. L’improvviso blocco e le forti difficoltà registrate negli impianti di riciclo regionali, uniti al fisiologico picco nella produzione di rifiuti causato dal grande afflusso turistico estivo, hanno saturato in poco tempo la capacità di lavorazione dell’isola. Questa combinazione di fattori ha costretto la Regione Sardegna, le Province e i consorzi industriali a convocare tavoli tecnici d’urgenza per evitare la paralisi del servizio di raccolta differenziata nei comuni.

Stop alla raccolta.

L’impatto sui singoli comuni della Gallura si sta tuttavia facendo sentire con forza, estendendosi a macchia d’olio sulle routine quotidiane dei residenti. A partire da lunedì 31 agosto, anche piccoli centri come Berchidda e Telti hanno dovuto comunicare ufficialmente l’interruzione totale della raccolta degli imballaggi in plastica a causa del blocco dei ritiri imposto dal Consorzio di Filiera Corepla. In entrambi i casi, le amministrazioni comunali hanno tenuto a chiarire che la sospensione del servizio non deriva da disservizi legati all’appalto o a scelte tecnico-comunali, bensì da una paralisi di portata nazionale con pesanti ripercussioni a livello regionale.

Nuova area di stoccaggio.

Proprio negli ultimi giorni del mese, la Provincia e gli enti locali hanno autorizzato la realizzazione di una nuova area di stoccaggio temporaneo presso l’impianto di Spiritu Santu, a Olbia. La struttura accoglierà fino a 2.500 tonnellate aggiuntive di imballaggi in plastica per un periodo iniziale di 180 giorni, trasformando di fatto il polo olbiese nel principale punto di compensazione per i materiali provenienti non solo dal territorio gallurese, ma da diverse aree dell’isola.

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