Il Puc si adegua al PPR a La Maddalena dopo due decenni.
Si chiude un’attesa durata oltre due decenni: il Piano Urbanistico Comunale (PUC) di La Maddalena è stato ufficialmente adeguato al Piano Paesaggistico Regionale (PPR). Ciò segna un punto di svolta per lo sviluppo economico e sociale dell’arcipelago. L’amministrazione comunale rivendica il risultato come il mantenimento di una promessa centrale del mandato.
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L’approvazione.
Nel programma elettorale, infatti, l’obiettivo dichiarato era chiaro: “lavorare per superare le incertezze urbanistiche che per troppo tempo hanno frenato lo sviluppo del nostro paese”. Con l’approvazione odierna, quel traguardo viene ufficialmente raggiunto. Il nuovo assetto urbanistico definisce finalmente il destino di aree strategiche rimaste per anni in un limbo burocratico. Ex Arsenale: riceve una destinazione urbanistica chiara e formale come polo nautico, ponendo le basi per il rilancio di una struttura fondamentale per l’economia locale. Ex Club Med: l’area viene ufficialmente individuata con destinazione turistico-ricettiva. Un passaggio tecnico essenziale che fornisce alla Regione Sardegna, proprietaria del bene, gli strumenti concreti per attrarre investimenti volti a creare occupazione e valorizzare il sito. Edilizia popolare: una delle novità più rilevanti riguarda il sociale. Sono stati previsti oltre due ettari e mezzo destinati alla costruzione di alloggi popolari, una risposta concreta all’emergenza abitativa che colpisce molte famiglie maddalenine.
Le dichiarazioni del delegato all’Urbanistica.
Soddisfazione espressa da Andrea Columbano, delegato all’urbanistica, che ha seguito da vicino l’iter burocratico. “Questo risultato — afferma Columbano — dimostra che, anche di fronte a vincoli stringenti e a decisioni difficili, è possibile scegliere la strada della responsabilità. Nessuno prima era riuscito a portare a termine questo percorso. Oggi possiamo affermare con orgoglio di aver affrontato una sfida complessa e di aver mantenuto un impegno tanto delicato quanto decisivo per il futuro di La Maddalena”.
Le reazioni della minoranza.
I gruppi di opposizione, guidati dai capigruppo Francesco Vittiello e Annalisa Gulino insieme ai consiglieri Cossu, Mureddu e Manconi, hanno scelto di non partecipare alla votazione finale. Una decisione forte per denunciare il mancato coinvolgimento delle minoranze in questi cinque anni e un piano ritenuto privo di visione strategica, carente sulle infrastrutture chiave e piegato a interessi particolari anziché al bene dell’intera comunità maddalenina.
”In coerenza con le posizioni tenute in questi 5 anni e mezzo dove le opposizioni sono state totalmente escluse da un obbligatorio doveroso e costruttivo coinvolgimento. Per questo, dopo aver considerato la presenza di criticità delle scelte fatte dalla sola maggioranza, di non essere presenti alla votazione finale. In modo da contestare palesemente l’operato unidirezionale dell’amministrazione. E nel contempo, di non essere complici dell’approvazione di un piano che riteniamo di non rispecchiare l’interesse pubblico e che non genera prospettive di crescita all’ intera comunità maddalenina”, fanno sapere i consiglieri comunali.
Le criticità al Puc di La Maddalena.
Secondo l’opposizione, le scelte operate dall’amministrazione sono limitate al presente e prive di prospettive concrete per il futuro. Gli esponenti della minoranza hanno evidenziato, durante il dibattito, le numerose carenze e i vincoli contenuti nelle Norme Tecniche del Piano che, di fatto, renderebbero lo stesso di difficile attuazione nella quasi totalità dei casi.
”Una fra tutte, il dichiarato sottodimensionamento del depuratore dei reflui urbani che, come peraltro e’ stato riportato negli stessi elaborati di Piano, risulta essere sottodimensionato già oggi rispetto alle esigenze attuali. Questo problema viene esaltato soprattutto nel periodo estivo che come tutti sanno, si caratterizza per una presenza antropica sull’isola di grande importanza numerica. Questa criticità, sollevata in fase di valutazione del Piano da parte degli Enti competenti in materia ambientale, impone che l’attuazione delle nuove espansioni previste dal Piano sia condizionata ad una verifica positiva delle capacità di flusso di portata del carico della rete fognaria e della idoneità depurativa dell’impianto comunale”, dichiarano.
”Secondo quanto denunciato dai consiglieri di minoranza – aggiungono – il PUC approvato soffre di gravi lacune strutturali, a partire dall’irrisolta questione del sistema depurativo. Gli esponenti dell’opposizione sottolineano come le stesse norme del Piano subordinino l’attuazione di ogni nuova espansione alla verifica preventiva della portata fognaria, un vincolo che – data l’attuale inadeguatezza degli impianti – rischierebbe di rendere il documento del tutto inattuabile”.
”Nessun riferimento alla pianificazione delle superfici adiacenti il porto che siano a supporto ed integrate al Waterfront. La sistemazione e trasformazione del porto e delle sue potenzialità e’ considerata l’opera pubblica che, più di altre, può contribuire in modo determinante a cambiare drasticamente il volto della città. Nessuna visione strategica emerge verso le isole minori”, affermano i consiglieri comunali di minoranza.
Analizzando la situazione di Caprera, i consiglieri di opposizione evidenziano come il Piano avrebbe dovuto prevedere infrastrutture adeguate a supporto della rifunzionalizzazione dell’Ex Club Med e di Punta Rossa. Secondo la loro disamina, lo strumento urbanistico manca di interventi per accessi in sicurezza, viabilità periferica e parcheggi idonei, oltre alla carenza di sottoservizi fondamentali come reti elettriche, idriche e fognarie. Tali opere, sostengono gli esponenti della minoranza, avrebbero permesso di rendere le strutture ricettive, i chioschi e le potenziali attività nei fabbricati ex militari più funzionali e rispettose dell’ambiente, dando vita a quello che definiscono un vero e proprio “Sistema Caprera”.
La altre critiche.
”Inoltre la maggioranza recepisce le previsioni del PUL, solo riguardo ai tratti di costa dove poter installate i pontili galleggianti trascurando la linea di costa prospiciente dove i pontili si dovrebbero collegare che nel piano viene classificata come zona H2 di massima tutela. Questa “scelta” anomala, rende di fatto arduo, se non impossibile ottenere una autorizzazione per realizzare le opere di collegamento a terra, necessarie per poter usufruire degli stesi pontili garantendo l’accessibilità a tutti gli utenti comodamente ed in totale sicurezza. In conclusione l’unica che ci guadagna è la regione che ringrazia : tutto quello che poteva essere oggetto di trattativa tra comune e regione a beneficio dell’intera comunità maddalenina, non sarà più un opzione possibile, perché l’amministrazione Lai le ha regalato tutte le trasformazioni e le modifiche richieste senza che la comunità Maddalenina abbia ricevuto nulla in cambio”, conclude l’opposizione.
