È morto Pietro Lissia, il mondo arbitrale di Olbia perde una figura storica

Pietro Lissia

Il ricordo di Pietro Lissia nella comunità arbitrale di Olbia.

La comunità sportiva olbiese e il mondo arbitrale della Gallura sono in lutto per la scomparsa di Pietro Lissia, arbitro benemerito e figura storica dell’Associazione Italiana Arbitri di Olbia. Per tutti era semplicemente “Zio Piero“, un punto di riferimento per generazioni di direttori di gara e dirigenti sportivi che nel corso degli anni hanno incrociato il suo percorso.

Nato nel 1939, Lissia aveva appena raggiunto il traguardo dei sessant’anni di appartenenza all’AIA. L’ultima sua apparizione pubblica nella sede della sezione di Olbia risaliva al dicembre del 2025, durante la tradizionale festa sezionale, quando aveva ricevuto una pergamena celebrativa per il lungo servizio prestato all’associazione.

La sua storia arbitrale iniziò il 29 novembre 1964. Fu il primo arbitro gallurese a sostenere l’esame a Olbia, quando l’attuale sezione non era ancora autonoma e faceva parte della sezione di Sassari. Pochi giorni dopo arrivò la prima designazione sul campo di Telti per una gara del campionato Giovanissimi.

La carriera di Pietro Lissia tra campo e giustizia sportiva.

Negli anni successivi Pietro Lissia contribuì alla diffusione del movimento arbitrale in Gallura e raggiunse i campionati regionali. Nel 1970 assunse l’incarico di delegato tecnico del Settore Giovanile e Scolastico della Figc locale e successivamente ne divenne presidente.

A metà degli anni Settanta iniziò anche il suo lungo percorso come giudice sportivo della Delegazione Figc di Tempio Pausania. Per decenni esaminò referti, valutò episodi disciplinari e applicò il Codice di Giustizia Sportiva nei campionati provinciali del territorio gallurese.

Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto il suo forte senso di appartenenza all’associazione. Anche dopo aver lasciato i campi continuò a considerarsi prima di tutto un arbitro, mettendo la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni.

Il cordoglio della sezione AIA di Olbia.

La scomparsa di Pietro Lissia ha suscitato profonda commozione nella sezione AIA di Olbia. Tra i primi ricordi è arrivato quello dell’ex presidente sezionale Alessandro Ricco, che ha sottolineato il valore umano e sportivo di Lissia.

“Piero era una persona dai forti valori etici, dotato di uno spiccato senso della giustizia, corretto e rispettoso delle regole, tanto da dedicargli la sua intera vita, prima come direttore di gara poi come giudice sportivo, uno dei precursori del movimento arbitrale gallurese”.

Parole alle quali si sono aggiunte quelle dell’attuale presidente della sezione, Serafino Ruoni: “Con Pietro, anzi con Zio Piero, perdiamo una delle memorie storiche della Sezione di Olbia, componente del primo direttivo sezionale quando nel 1997 venne istituita la nostra Sezione. Piero ci teneva particolarmente a quel termine, famiglia, senza distinzione tra Tempio e Olbia ma tutti parte di una unica famiglia. Con Piero se ne va un uomo di grande spessore morale. Ogni incontro con lui era un’occasione buona per apprendere quello che spesso non si impara sul terreno di gioco: l’umiltà e la capacità di non prendersi comunque troppo sul serio, ricordandoci che gli arbitri in campo siamo noi e noi quindi artefici del nostro destino».

Il ricordo del calcio gallurese.

Numerosi i messaggi arrivati anche dal mondo federale. Il Consigliere del Comtato Regionale FIGC-LND delegato per la Gallura, Gian Piero Pinna, ha ricordato il lungo rapporto di collaborazione costruito negli anni.

“Ricorderò sempre i suoi racconti da arbitro, le partite viste da vicino, gli aneddoti di campo, le decisioni difficili prese sempre con il sorriso, a smorzare magari l’amarezza del momento. Poi l’impegno da giudice sportivo, una vita dedicata alla Delegazione della Gallura. Mancheranno le sue storie di vita vissuta. Aveva il raro dono di trasformare in prezioso ciò che per gli altri era ordinario. Perdiamo un uomo per bene, un servitore del nostro calcio”.

Particolarmente sentito anche il ricordo di Sergio Pala, oggi giudice sportivo e per anni allievo e successore di Lissia: “Un uomo buono e mite, dispensatore di consigli, con i suoi mille racconti il tempo volava. Pulsava in lui uno smisurato senso di giustizia, lealtà ed equità. Non lasciava mai nulla al caso Zio Piero: ogni sua decisione era frutto di un meticoloso studio ed applicazione del Codice di Giustizia Sportiva. Integerrimo e severo, soprattutto, come sosteneva sempre, con chi deve essere di esempio per i giovani. Lui lo è stato”.

L’ultimo viaggio di Pietro Lissia racconta meglio di ogni altra immagine il legame che lo ha unito per tutta la vita alla “giacchetta nera”. Accanto a lui c’erano il fischietto e gli inseparabili cartellini giallo e rosso, simboli di una passione che ha accompagnato per oltre sessant’anni una delle figure più rappresentative dell’arbitraggio gallurese.

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