Un’iniziativa in Gallura per la criticità delle scuole.
Quanti sono gli studenti, dove studiano, quali spazi hanno a disposizione e quali sono le condizioni degli edifici scolastici? Sono alcune delle domande alle quali l’Osservatorio scolastico provinciale vuole dare una risposta partendo da una base precisa: i dati. È stato Giorgio Sanna a indicare nella raccolta delle informazioni uno dei primi obiettivi del nuovo organismo. L’idea è costruire una vera e propria anagrafe degli studenti e un’anagrafe dell’edilizia scolastica, mettendo a sistema dati oggi distribuiti tra istituzioni scolastiche ed enti.
“È la base di partenza”, ha spiegato Sanna durante l’insediamento, annunciando anche il lavoro già avviato per un protocollo d’intesa che coinvolga l’istituzione scolastica provinciale e le segreterie delle scuole. Una volta raccolte le informazioni, sarà l’Osservatorio a elaborarle per renderle disponibili e utilizzabili nella programmazione.
Nuovi edifici scolastici.
Il principio è semplice: prima di stabilire quali interventi servono, occorre avere una fotografia aggiornata della situazione. E la fotografia della scuola gallurese comprende problemi diversi a seconda dei territori.
A Olbia la crescita della popolazione scolastica ha reso necessario programmare nuove aule e nuovi edifici. Il sindaco e presidente della Provincia Settimo Nizzi ha parlato di studenti costretti ai doppi turni e di scuole che non dispongono di spazi sufficienti per offrire ai ragazzi tutte le opportunità formative e culturali necessarie.
Sul fronte degli interventi, Nizzi ha spiegato che è già stato finanziato e deliberato l’acquisto di un nuovo edificio, che dovrebbe mettere a disposizione dieci nuove aule e le strutture necessarie per il Liceo Scientifico. La disponibilità dei nuovi spazi consentirebbe inoltre di liberare ambienti oggi utilizzati, che potrebbero essere destinati ad altre scuole.
In attesa dell’implementazione dell’Artistico, per il quale – ha spiegato Nizzi – esiste già un progetto, è stata inoltre programmata l’acquisizione di sei aule prefabbricate. Si tratta quindi di interventi differenti, inseriti in una programmazione più ampia per aumentare progressivamente la disponibilità di spazi scolastici a Olbia.
Ma la questione degli spazi non si ferma a Olbia. Nizzi ha illustrato una serie di interventi che coinvolgono diversi centri della provincia, spiegando anche le scelte economiche compiute per cercare di dare risposte più immediate.
Milioni per Budoni.
A Budoni, in particolare, la Provincia ha scelto di intervenire subito con un milione di euro di fondi provinciali, invece di attendere l’intero finanziamento da circa 9 milioni di euro previsto per la scuola. L’obiettivo indicato è acquisire le prime sei aule prefabbricate, mettere in sicurezza la scuola e consentire agli studenti di poter frequentare il proprio percorso il più vicino possibile a casa.
È un ragionamento che riguarda direttamente anche il contrasto alla dispersione. Nizzi ha sottolineato infatti il rischio che la necessità di spostarsi lontano dal proprio territorio possa contribuire ad allontanare i ragazzi dalla scuola. Da qui la scelta, almeno in questa fase, di intervenire con risorse provinciali per non aspettare la realizzazione dell’intervento complessivo.
La situazione a Palau e La Maddalena.
Altre situazioni riguardano Palau e La Maddalena. A Palau, ha spiegato Nizzi, è stato raggiunto un accordo tra Provincia e Comune per la realizzazione del nuovo istituto. A La Maddalena è invece prevista la ristrutturazione della scuola, con interventi anche sulla presenza di amianto e sulle condizioni degli edifici esistenti.
Accanto agli edifici e agli studenti, la banca dati dovrà permettere di leggere altri fenomeni: dispersione scolastica, andamento delle iscrizioni, mobilità, integrazione, personale, dimensionamento e distribuzione dell’offerta formativa. Sono informazioni che, messe insieme, possono aiutare a capire dove si concentrano le difficoltà e dove invece esistono margini per sviluppare nuovi percorsi.
L’osservatorio.
La raccolta dei dati dovrebbe servire anche a interrogarsi sull’adeguatezza dell’offerta rispetto alle prospettive dei ragazzi. Da qui il collegamento con l’università e con il mondo produttivo, richiamato da Giampiero Buttu e dagli altri componenti dell’Osservatorio: conoscere i percorsi disponibili e collegarli alle esigenze del territorio può diventare parte della strategia per contrastare l’abbandono e favorire la permanenza dei giovani in Sardegna. Per Sanna, però, la raccolta delle informazioni è soltanto il primo passo: “Oggi è solo l’insediamento, stiamo accendendo il motore, adesso dobbiamo pedalare”.
