Scuola, nasce l’Osservatorio provinciale della Gallura a Olbia

Scuola, nasce l’Osservatorio provinciale della Gallura a Olbia

L’Osservatorio provinciale della scuola della Gallura.

Mettere intorno allo stesso tavolo le diverse componenti del mondo della scuola per conoscere meglio le esigenze del territorio e affrontarle con una programmazione condivisa. È questo l’obiettivo dell’Osservatorio scolastico provinciale della Gallura, che si è insediato a Olbia dando avvio a un percorso destinato a coinvolgere istituzioni scolastiche, enti locali, sindacati, famiglie e università.

A illustrare il percorso che ha portato alla costituzione dell’Osservatorio è stato il dottor Giorgio Sanna, dirigente del settore Istruzione, Ambiente e Agricoltura della Provincia Gallura Nord-Est Sardegna, che ha sottolineato come la scelta sia stata quella di riunire le diverse realtà che fanno parte del mondo dell’istruzione. Un confronto che, nelle intenzioni, dovrà però andare oltre la semplice consultazione: l’obiettivo è arrivare rapidamente alla raccolta delle informazioni necessarie e quindi a un lavoro concreto sulle principali criticità della scuola gallurese.

Dell’Osservatorio fanno parte Anna Maria Massenti, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale; Maria Ivana Franca, dirigente scolastica del Liceo G.M. Dettori e dell’artistico De André; Giampiero Buttu, per il Consorzio Polo universitario di Olbia; Alessandra Paola Cocco, rappresentante dei genitori; Daniela Marroccu per la Cisl Scuola; Rossano Dore per la Cgil Gallura e Federico Fadda per la Uil Scuola Gallura. È inoltre prevista la rappresentanza degli studenti, che dovrà essere individuata con le prossime elezioni.

La disponibilità degli spazi.

Il primo confronto ha fatto emergere una serie di questioni che riguardano l’intero territorio provinciale, a partire dalla disponibilità degli spazi. Olbia, in particolare, deve fare i conti con una popolazione scolastica in crescita e con la necessità di trovare nuove aule. Il presidente della Provincia e sindaco di Olbia Settimo Nizzi ha ricordato gli interventi già programmati, dalle nuove strutture temporanee al progetto del nuovo polo scolastico nell’area di corso Vittorio Veneto alta.

Sul tavolo anche il futuro della rete scolastica. Daniela Marroccu sostiene la necessità di difendere autonomie, plessi e punti di erogazione e lavorare anche sulla riduzione del numero di alunni per classe. Marroccu ha poi richiamato il problema del dimensionamento e la perdita di due autonomie scolastiche in Gallura, mentre Federico Fadda ha sottolineato la necessità di affrontare per tempo le trasformazioni che interesseranno la rete nei prossimi anni.

L’Osservatorio dovrà inoltre mettere in relazione la scuola con il territorio e con le prospettive occupazionali. Giampiero Buttu ha sottolineato l’importanza di far conoscere agli studenti i percorsi universitari presenti a Olbia e le opportunità legate ai settori strategici, mentre dalla Cgil è arrivata anche la proposta di lavorare per un corso di Scienze della Formazione Primaria.

“Le esigenze del territorio e quello che la scuola può offrire deve essere reale, strutturato e non soltanto un discorso teorico”, ha detto Anna Maria Massenti, indicando nella collaborazione tra i diversi soggetti uno strumento per far emergere le necessità effettive degli studenti.

Il rapporto tra scuola, università e territorio assume intanto un’attualità particolare.

Il nuovo rettore dell’Università di Sassari, Omar Chessa, eletto nei giorni scorsi, ha parlato della necessità di ripensare il progetto universitario di Olbia. Durante l’insediamento dell’Osservatorio, Nizzi ha sottolineato invece la necessità di accompagnare gli studenti verso i percorsi universitari presenti in città e di rafforzare il collegamento con il sistema economico e produttivo locale. Sulla nuova situazione, ha concluso: “Vedremo come andrà”.

Ora l’Osservatorio si prepara a passare dalla fase dell’insediamento a quella operativa. Il prossimo appuntamento sarà la definizione di un protocollo d’intesa e dei primi temi di lavoro, con l’obiettivo di trasformare il confronto tra le diverse componenti in uno strumento concreto di programmazione.

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