Alcuni paesi in Gallura hanno ancora scuole senza palestre

Poche scuole in Gallura hanno le palestre.

A che punto sono le scuole della Gallura con le palestre? Un nuovo studio di Openpolis, con i dati ministeriali, ha svelato se nel giro di due anni la situazione è cambiata e se gli istituti pubblici si sono dotati di impianti sportivi per consentire ai bambini di svolgere attività fisica, combattendo l’obesità infantile e la sedentarietà, sopratutto per quelle famiglie che non possono permettersi di pagare palestre private per i loro figli.

Purtroppo anche il nuovo studio mette in luce come persistano ancora oggi i divari tra nord e sud nell’accesso allo sport. Le scuole del Mezzogiorno faticano ad avere impianti sportivi, come palestre e campi da calcio, moderni che possano colmare il gap nella pratica sportiva. Questo, secondo l’analisi, è un segnale di povertà educativa che colpisce sopratutto chi vive in contesti marginalizzati. Nelle città polo oltre il 40% delle scuole ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3. Ci sono tuttavia città come Catanzaro dove la percentuale scende al 9,5%.

Openpolis sostiene che lo sport è universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo sviluppo fisico, la socializzazione e l’apprendimento di valori come il rispetto delle regole e il gioco di squadra. Per questo motivo è molto importante che gli edifici scolastici introducano impianti sportivi moderni.

Il gap sportivo in Italia.

In Italia sono soltanto 64,5% dei giovani tra gli 11 e i 19 anni pratica sport in orario extrascolastico. Tuttavia emergono disuguaglianze. Disparità tra nord e sud, tra famiglie ad alto reddito e a basso reddito, e addirittura tra stranieri e italiani e tra femmine e maschi. I maschi, ad esempio, tendono a praticare più sport delle ragazze (73,5% contro 55%).

Superati i 13 anni, scende il numero delle ragazze che pratica attività fisica, spesso a causa delle mestruazioni e ruoli di genere tradizionali. Le ragazze che praticano più sport spesso sono figlie di laureati (sette su 10), tra le figlie di non diplomati la quota scende a 3 su 10, con un calo ancora più drastico per le ragazze straniere, che lo praticano solo in un caso su tre perché vivono in famiglie conservatrici. Per tale motivo l’istruzione pubblica dovrebbe essere un’opportunità per superare questi divari che precludono l’accesso all’attività fisica e allo sport.

La situazione in Gallura.

In Italia, su circa 40mila edifici scolastici statali, soloo 15.067 hanno una palestra o di una piscina (38,3%). Ma vediamo se i dati delle scuole sono migliorati nel territorio della Gallura rispetto al 2024. In due anni, a Olbia, su dati del 2025, non è salita la quota degli istituti con impianti sportivi, che resta ferma al 31,58% con 12 scuole con la palestra. Tuttavia, probabilmente questo dato cambierà con l’apertura della scuola di via Veronese. Nel territorio ci sono comuni con percentuali lievemente superiori, tra cui Golfo Aranci, Luras, Luogosanto, Badesi (33,33%), non mostrando miglioramenti rispetto alla situazione del 2024.

Nel 2025 migliora la situazione a Telti, dove la percentuale passa da 0 al 50% con un istituto su due che si è dotato di impianti sportivi. Padru, Trinità d’Agultu e Vignola e Bortigiadas restano purtroppo anche quest’anno senza palestre scolastiche, mentre in 20% delle scuole di Budoni i ragazzi possono praticare sport. Lo scorso anno soltanto le scuole di due comuni galluresi sono tutte dotate di infrastrutture per fare attività fisica: queste sono Alà dei Sardi e San Teodoro.

Brillano anche Palau (75%), Tempio Pausania (70%), Calangianus (66,7%), Loiri (60%) e La Maddalena (63,64%). Tuttavia, secondo i nuovi dati, pochi comuni hanno incrementato le palestre e investito per più impianti sportivi che consentano ai ragazzi di fare educazione fisica, spesso costretti a recarsi in palestre di altre scuole, o altri impianti comunali, o peggio, rinunciare a fare sport, nonostante l’importanza per lo sviluppo in età evolutiva.

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