Il Dpcm sospende i licenziamenti, ma a Olbia e in Gallura dall’estate è il lavoro a mancare

Poche offerte di lavoro in Gallura.

Stop ai licenziamenti fino al 31 marzo e altre 12 settimane di cassa integrazione, ma ci sono realtà dove ancora il lavoro è un’utopia. A Olbia e Gallura, dopo l’estate, il lavoro ha subito un duro contraccolpo con 14 mila occupati in meno dall’inizio dell’epidemia a settembre, secondo le stime dell’Aspal.

Scarseggia pure a Olbia il lavoro, dove sono solo sei gli annunci, presenti nel sito Borsa Lavoro e segnalati da Aspal. Con offerte tutte a tempo determinato. In città si ricercano due falegnami full-time con esperienza. L’offerta scade il 15 dicembre. Per quanto riguarda i tirocini regionali di sei mesi, ce ne sono due a Olbia riferiti alla posizione di apprendista tecnico in fibre ottiche.

Se a Olbia il lavoro scarseggia, ci sono interi comuni senza alcuna offerta di lavoro a novembre. E si tratta anche di realtà più popolose della Gallura, come Tempio e Arzachena. Insomma, Olbia e la Gallura sembrano particolarmente colpite dalla crisi occupazionale, complice anche la pandemia da covid. “Novembre è un mese critico per quanto riguarda l’occupazione – ha detto la segretaria Cgil Gallura Luisa Di Lorenzo -, con l’accorciamento della stagionalità che gli anni scorsi terminava ad ottobre con conseguente accorciamento della Naspi”. Se i licenziamenti sono bloccati, la questione però riguarda solo i lavoratori a tempo indeterminato o con contratto, che costituiscono una minoranza in Gallura e a Olbia, data la stagionalità del mercato di lavoro e la disoccupazione.

Lo stop ai licenziamenti non è tuttavia una misura che tutela i lavoratori della Gallura. “Tanti lavoratori senza stipendio e ovviamente senza Naspi stanno dando le dimissioni per accedere a redditi di emergenza – ha detto Di Lorenzo – che sono garanzie più collaudate rispetto alla cassa integrazione”. “I ritardi e le difficoltà nell’attuare le procedure a tutela dei lavoratori confermano purtroppo le nostre osservazioni negative sulla legge 22, che oltretutto tradisce punti qualificanti dell’Accordo quadro sulle misure rivolte ai lavoratori firmato da Regione e sindacati il 26 marzo scorso” si legge in una nota stampa della Cgil dopo l’incontro con l’assessore regionale del Lavoro. Nota accolta dai sindacati è la conferma del riavvio del piano Lavoras, con già all’attivo più di 250 progetti, presentati da 161 Comuni, che forse smuoverà la situazione.

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