Spari contro un gambiano a Golfo Aranci, per la Procura fu discriminazione razziale

Quattro giovani di Olbia accusati di discriminazione razziale per un fatto accaduto a Golfo Aranci.

L’episodio risale al pomeriggio del 25 ottobre 2023, quando Yusupha Sawane, 36enne del Gambia, fu colpito alla spalla sinistra da un pallino di piombo esploso con una carabina ad aria compressa mentre percorreva via Colombo in bicicletta. A sparare sarebbe stato un gruppo di quattro giovani olbiesi, ora accusati di lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma e da finalità di discriminazione razziale.

Secondo la Procura di Tempio Pausania, l’attacco sarebbe stato premeditato e motivato esclusivamente dal colore della pelle della vittima. L’inchiesta, condotta dai carabinieri di Golfo Aranci e di Olbia, ha portato all’identificazione dei presunti responsabili, tutti di circa 22 anni. Tra questi, è stato individuato il ragazzo che avrebbe impugnato l’arma e sparato. Gli altri indagati avrebbero agito in concorso.

I fatti si sarebbero svolti in una villa situata proprio su via Colombo, dove i quattro amici si erano radunati. Prima di colpire Sawane, avrebbero utilizzato la carabina per uccidere alcuni uccelli, sparando per “divertimento”. Due volatili morti sono stati rinvenuti nei pressi del luogo dell’aggressione.

Yusupha Sawane, lavapiatti in una trattoria locale, fu soccorso e trasportato in codice rosso all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Nonostante la gravità dell’episodio, la ferita si rivelò meno seria del previsto, consentendo all’uomo di essere dimesso poche ore dopo. Successivamente, il 36enne formalizzò una denuncia presso i carabinieri di Golfo Aranci.

Le indagini hanno portato al sequestro della carabina e dei pallini utilizzati, confermando la responsabilità del gruppo. Per il sostituto procuratore che ha chiuso l’inchiesta notificando agli indagati la conclusione delle indagini preliminari, non ci sono dubbi: si tratterebbe di un’aggressione a sfondo razziale. I quattro giovani, per i fatti di Golfo Aranci, dovranno ora difendersi dalle accuse mosse a loro carico di discriminazione razziale.

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