Lo scontro tra Regione e Governo sui progetti a Cala Finanza.
La decisione del Governo di confermare il progetto previsto a Cala Finanza, nell’area di Punta la Greca nel territorio comunale di Loiri Porto San Paolo, apre un nuovo fronte di confronto istituzionale con la Regione Sardegna, che aveva formalizzato la propria opposizione senza essere ascoltata. L’esecutivo nazionale ha infatti scelto di non accogliere le osservazioni presentate dall’amministrazione regionale, che continua a ritenere il provvedimento errato sia nel merito sia nel metodo e ribadisce la volontà di tutelare il territorio e le prerogative statutarie nelle sedi competenti.
Circa un mese fa il Gruppo d’Intervento Giuridico aveva segnalato la presenza di interventi edilizi e trasformazioni del territorio ritenuti non autorizzati lungo il litorale di Cala Finanza – Punta La Greca, nel comune di Loiri Porto San Paolo, dove è in fase di sviluppo un articolato progetto immobiliare legato alle procedure della Zona economica speciale per il Mezzogiorno. Le verifiche effettuate dagli uffici comunali e richiamate in una comunicazione della Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari avevano descritto un quadro complesso relativo a un’area costiera di circa 50 ettari affacciata sull’isola di Tavolara.
Nel merito della vicenda interviene l’assessore degli Enti locali e Urbanistica Francesco Spanedda, che sottolinea il quadro dei pareri espressi dagli enti coinvolti nella tutela dell’area interessata dal progetto: “Su Cala Finanza tutti gli enti chiamati a tutelare il territorio si sono espressi in modo contrario il Comune, la Regione e la stessa Soprintendenza. L’unico parere favorevole è stato quello della Struttura di missione della Zes Unica. Il Governo ha scelto di ignorare queste valutazioni e di confermare un intervento previsto in un’area di straordinario pregio ambientale e paesaggistico”.
Il progetto al centro della contestazione riguarda una superficie di circa 10 ettari attualmente classificata come area di salvaguardia, per la quale è prevista una trasformazione in zona turistico ricettiva con la realizzazione di nuove strutture a ridosso della costa. Si tratta di un contesto caratterizzato da vincoli paesaggistici rilevanti e da un livello di rischio incendio considerato elevato, elementi che hanno contribuito ai pareri negativi espressi a livello locale e regionale.
Nel prosieguo della presa di posizione, l’assessore evidenzia le criticità legate alle procedure adottate: “La semplificazione amministrativa non può diventare un grimaldello per aggirare la pianificazione territoriale, le norme paesaggistiche e l’autonomia della Sardegna. Lo sviluppo non si costruisce sacrificando aree di inedificabilità assoluta né svuotando di significato il lavoro delle istituzioni chiamate a difendere il territorio”.
Alla luce della decisione governativa, la Regione Sardegna ha quindi annunciato l’avvio immediato di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro gli atti che hanno reso possibile l’approvazione dell’intervento. Si apre così una nuova fase della vicenda, che si sposta sul piano giuridico e istituzionale, con l’obiettivo dichiarato di far valere le proprie ragioni. “Difenderemo prontamente le nostre ragioni in tutte le sedi. Cala Finanza non è soltanto una vicenda urbanistica è una questione che riguarda il rispetto delle regole, delle competenze della Regione e del diritto delle comunità a decidere il futuro del proprio territorio”, conclude Spanedda.
Il sindaco Francesco Lai aveva chiarito che a Cala Finanza non è prevista la realizzazione di alcun albergo né di ville, precisando che le notizie diffuse nelle ultime settimane dagli organi di stampa fanno riferimento a un’ipotesi progettuale diversa. Secondo quanto spiegato, si tratterebbe infatti di un intervento per strutture ricettive localizzato in un’area adiacente al centro abitato, considerata edificabile da sempre, ritenuta coerente con il Ppr e situata oltre i 300 metri dal mare. Il primo cittadino aveva inoltre sottolineato che tale ipotesi non è in alcun modo collegata al sito di Cala Finanza al centro delle polemiche.
