Aumento Tari a Olbia, il Pd chiama a raccolta i cittadini: ”Bando pensato male”

differenziata Budoni

L’assemblea del Pd sulla situazione della Tari a Olbia.

L’aumento della Tari, che nel 2025 toccherà punte del 20% per molte utenze, accende la protesta a Olbia. Tra i commercianti, i residenti e le famiglie, cresce il malcontento per una stangata che – denunciano in molti – arriva prima ancora che i servizi migliorino.

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Per dare voce a questo disagio, il circolo cittadino del Partito Democratico ha indetto un’assemblea pubblica aperta a tutti, in programma martedì nella sede del partito. Un momento di confronto che – come spiega il segretario Pietro Spano – nasce da una precisa esigenza politica e civile: ”Mettere in campo tutte le energie sane della città per arrivare a una soluzione condivisa”.

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Spano non nasconde la gravità della situazione: ”Il bando per la raccolta dei rifiuti è stato pensato male e lo stesso sindaco Nizzi lo ha ammesso pubblicamente. Ora però – attacca – la soluzione proposta è far pagare ai cittadini gli errori dell’amministrazione”.

Il segretario dem ripercorre i passaggi chiave: «Fin dal 2023 i nostri consiglieri comunali avevano sollevato forti perplessità sull’appalto. Avevamo chiesto di escludere la gestione del verde, di differenziare in modo netto le categorie turistiche da quelle residenziali, di preservare le isole ecologiche. Non siamo stati ascoltati».

Ora, secondo il PD, ci si trova a pagare di più per un servizio che non è ancora stato attuato. ”È assurdo – continua Spano – che i cittadini paghino da gennaio una TARI maggiorata, senza vedere alcun miglioramento concreto. Parliamo di aumenti medi del 20% per le famiglie, fino al 17% per le utenze non domestiche, e il tutto senza che la città sia diventata più pulita. Anzi, Olbia non è mai stata così sporca e puzzolente”.

Ma la critica va oltre il piano tecnico. ”Ci viene detto che verranno spesi milioni di euro in eventi e concerti, ma allo stesso tempo si tagliano cestini, si rimandano progetti per le isole ecologiche, si fa finta di nulla su una situazione fuori controllo nelle periferie e lungo le coste. È una politica di annunci, non di fatti”.

Le proposte.

Secondo Spano, esistono alternative concrete: ”La legge di bilancio 2024 consente ai Comuni di utilizzare alcuni proventi per calmierare le tariffe. L’assessore al Bilancio prevede 2,7 milioni di euro di imposta di soggiorno: davvero vogliamo investirli solo in manifestazioni? Si può e si deve agire per ridurre l’impatto sulle famiglie”.

Per questo, l’assemblea pubblica non sarà solo un’occasione di protesta: ”Non vogliamo alzare un muro contro l’amministrazione – chiarisce Spano –. Vogliamo fornire proposte e soluzioni. L’amministrazione ammette di aver sbagliato: ci chiediamo quali siano, allora, le vere azioni correttive”.

Il PD rilancia anche un’idea di fondo: ripensare il sistema di raccolta aprendosi a soluzioni ibride, come avviene in molte città turistiche simili a Olbia. ”Invece di insistere solo sul porta a porta, si può valutare un modello misto, con cassonetti intelligenti dotati di codice utente, sistemi pensati per condomìni e attività commerciali. Esistono esperienze già rodate, basta avere la volontà politica”.

In una città che si propone come “capitale dell’accoglienza”, conclude Spano, la qualità della vita dei residenti non può essere trascurata. ”Non è pensabile costruire tutto sulla pelle dei cittadini. Non possiamo accettare che l’unica risposta a un bando fallimentare sia mettere mano al portafoglio della gente. Martedì vogliamo costruire un’alternativa, insieme a chi questa città la vive ogni giorno”.

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