Telecamere negli asili nido e nelle case di riposo, la proposta che fa discutere

Telecamere negli asili nido e nelle case di riposo.

Maltrattamenti psicologici e fisici, percosse, trascinamenti. Bambini spinti contro i muri. Son fatti che tutti noi abbiamo visto e sentito negli ultimi anni. Un argomento che suscita tante reazioni tra i genitori. Tanti i post su internet e le preoccupazioni delle mamme diventano virali. Anziani maltrattati, legati e offesi. Si va via dalle case di cura con la speranza di lasciare il proprio caro in buone mani, ma non sempre così è stato. Finalmente si vede una soluzione al grosso dilemma.

Arriva il sì della Camera alla proposta di legge che dispone le misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso per i minori negli asili e delle persone ospitate nelle strutture per anziani. Riguarderà tutta l’Italia, di conseguenza la Sardegna, Olbia e la Gallura. Nella proposta parlamentare si parla di videocamere a circuito chiuso che potranno essere installate, tra l’altro, in scuole materne pubbliche e private e le cui registrazioni saranno visibili solo dalle forze di polizia.

Le telecamere non dovranno essere fornite di dispositivi di comunicazione con risorse esterne. Sarà il Garante per la protezione dei dati a definire le garanzie di sicurezza da assicurare. Per i primi tre anni, a partire dal 2018, si prevede un “fondo sperimentale” di 5 milioni di euro. Una norma importante e di buon senso, finalizzata non solo a contrastare ma soprattutto a prevenire eventuali abusi o maltrattamenti sui più piccoli, sugli anziani e i disabili, che darà serenità ai tanti genitori e parenti.

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