Il ritorno dell’eroina a Olbia.
Ad Olbia torna a riaffacciarsi uno spettro che sembrava appartenere al passato: quello dell’eroina.
Girando tra i parchetti, nelle aree verdi più nascoste o nei parcheggi appartati, è sempre più frequente trovare siringhe abbandonate a terra. Un dettaglio che non è solo un problema di decoro urbano, ma il chiaro segnale di un fenomeno che rischia di riemergere con forza.
Il timore è che possa essere in corso una nuova ondata di consumo, favorita dal silenzio e dall’illusione che certi problemi siano stati superati. La comunità locale si trova di fronte a una minaccia che va oltre la semplice percezione di insicurezza: l’eroina continua a essere una delle sostanze più letali, con un altissimo rischio di overdose e complicazioni sanitarie. È una droga che non porta solo alla marginalità, ma alla morte, lasciandosi dietro famiglie spezzate e un tessuto sociale indebolito.
Per questo, spiegano gli operatori e le associazioni che si occupano di dipendenze, è necessario affrontare subito la situazione, con interventi di prevenzione, monitoraggio e supporto alle persone più vulnerabili. Ignorare i segnali significherebbe permettere al problema di radicarsi nuovamente, come già accaduto in passato. Il monito è chiaro: intervenire ora, prima che l’allarme diventi emergenza. Olbia non può permettersi che l’eroina torni a diffondere le sue ombre nei quartieri della città.
