La diagnosi precoce del tumore al seno in Gallura.
La prevenzione del tumore al seno rafforza il proprio ruolo in Gallura. Da febbraio a settembre sono state circa 4.300 le mammografie di screening effettuate dalla nuova Struttura Semplice Dipartimentale di Senologia diagnostica e screening mammografico della Asl Gallura, attiva dall’inizio del 2026. Un risultato che potrebbe portare a raggiungere quota 6mila esami entro la fine dell’anno.
La struttura rappresenta uno dei punti centrali della campagna di prevenzione dell’azienda sanitaria e punta su due elementi: rapidità nelle risposte e tecnologie diagnostiche avanzate. In presenza di un risultato sospetto, l’obiettivo è garantire gli eventuali accertamenti di secondo livello entro un massimo di 30 giorni. La mammografia con tomosintesi 3D viene inoltre effettuata nei tre presidi di Olbia, Tempio Pausania e La Maddalena. La tecnologia consente di analizzare il tessuto mammario attraverso immagini stratificate, aumentando la capacità di individuare anche lesioni di dimensioni molto ridotte. Un ulteriore vantaggio riguarda la diminuzione dei falsi positivi, stimata tra il 20 e il 40%, con una conseguente riduzione dei richiami non necessari e dell’ansia che spesso accompagna le pazienti.
“Operiamo in sinergia con il Dipartimento di Prevenzione Area Medica e il Servizio di Coordinamento Screening, che si occupa della sensibilizzazione e dell’organizzazione della campagna», spiega il dottor Nicola Piredda, responsabile della Struttura di Senologia Diagnostica e screening mammografico. Il coordinamento tra i diversi servizi permette di organizzare meglio gli accessi e di offrire risposte più rapide alle donne del territorio.
Il principio alla base dell’attività è quello della diagnosi precoce.
Lo screening mammografico consente di individuare eventuali tumori quando ancora non sono presenti sintomi, una fase nella quale le possibilità di guarigione sono maggiori e i trattamenti possono risultare meno invasivi. La nuova struttura nasce proprio con l’obiettivo di sviluppare competenze altamente specialistiche, seguendo il modello dei grandi centri dedicati alla senologia presenti nel Nord Italia. A occuparsi degli esami sono radiologi con una formazione specifica sulla patologia mammaria, particolarmente rilevante anche alla luce dell’elevata incidenza del tumore al seno nella popolazione femminile.
Ottobre, mese della prevenzione.
Ottobre è tradizionalmente dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore della mammella. Il Gisma, Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico, pone tra gli obiettivi principali l’aumento della partecipazione ai programmi di diagnosi precoce. Il programma del Servizio sanitario nazionale prevede gratuitamente la mammografia per le donne tra i 50 e i 69 anni, con cadenza biennale. È una fascia d’età nella quale, secondo le evidenze disponibili, i benefici dello screening sulla mortalità sono particolarmente consolidati. “Riscontriamo una riduzione della mortalità pari al 30% per le donne che aderiscono allo screening”, sottolinea Piredda. Un ruolo importante viene svolto anche dalla modalità con cui gli esami vengono analizzati. La mammografia viene infatti sottoposta a doppia lettura indipendente da parte di due radiologi, una procedura già consolidata nei centri specializzati e sempre più diffusa anche nell’ambito dello screening pubblico.
Nuove apparecchiature in arrivo.
Il potenziamento della senologia della Asl Gallura non si limita alle attività già avviate. Recentemente l’azienda sanitaria ha acquisito un ecografo di alta fascia destinato esclusivamente agli esami senologici. A breve, inoltre, dovrebbe essere disponibile anche la mammografia con mezzo di contrasto (Cem), una metodica particolarmente utile per approfondire i casi più complessi e individuare eventuali lesioni di piccole dimensioni che possono risultare difficili da evidenziare, soprattutto in presenza di seni densi.
La tecnologia rappresenta quindi un tassello importante del percorso, ma la prevenzione passa anche dalla partecipazione delle donne. L’invito della Asl Gallura è rivolto soprattutto a chi rientra nella fascia d’età prevista dal programma di screening: rispondere alla lettera e sottoporsi all’esame può permettere di intercettare una possibile patologia in una fase iniziale. “La tecnologia fa la sua parte, ma la prevenzione comincia da una scelta personale. È fondamentale che tutte le donne tra i 50 e i 69 anni rispondano alla lettera d’invito. L’esame è gratuito, dura pochi minuti e può salvare la vita”, conclude il dottor Piredda.
