Il ricordo di Angelo Dettori a Tavolara.
Quattordici imbarcazioni hanno solcato il mare davanti a Tavolara per la XXII edizione del Trofeo Re di Tavolara e del Trofeo della Saurra, in una giornata che ha unito competizione e tradizione marinara. La manifestazione, disputata lo scorso 26 settembre, è stata anche la prima senza Angelo Dettori, storico presidente dell’Associazione Vela Latina di Olbia e ideatore dell’appuntamento, scomparso il 30 agosto scorso a 66 anni. Gozzi, lance e barche storiche si sono confrontati nelle acque dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo, con le vele latine spiegate e la sagoma dell’isola a fare da sfondo alla regata. Una sfida autentica, nella quale gli equipaggi hanno cercato di sfruttare ogni raffica per trovare la rotta più efficace e guadagnare terreno sugli avversari.
Fu proprio Dettori, oltre vent’anni fa, a ideare una competizione capace di valorizzare le antiche imbarcazioni a vela latina nello scenario di Tavolara. L’isola, alta 565 metri e considerata la più elevata tra quelle italiane di piccole dimensioni, è al centro dell’Area Marina Protetta e custodisce anche la storia del leggendario “regno più piccolo del mondo”.
Nel corso degli anni il Trofeo è diventato un appuntamento dedicato non soltanto alla vela, ma anche alla cultura del mare, all’amicizia e alla convivialità. Un significato ricordato durante la premiazione da Daniela Azzena, segretaria dell’associazione Vela Latina di Olbia.
Una volta iniziata la gara, però, spazio alla competizione.
A tagliare per prima il traguardo è stata Ishtar, imbarcazione di Giorgio Macciocu appartenente alla flotta algherese e portacolori della Calic Mare di Fertilia. Al timone Giuseppe Paddeu, che ha condotto il gozzo alla conquista del Trofeo Re di Tavolara. Secondo posto per Nambuk, protagonista di una prova combattuta con un equipaggio composto da velisti olbiesi e bavaresi, sotto la guida dell’armatore Wilhelm Wülleitner. Per l’imbarcazione è arrivato il Trofeo della Saurra. Sul terzo gradino del podio si è piazzata Guzzetta, la lancia progettata e costruita da Luigi Scotti, per lungo tempo presenza abituale nelle acque di Tavolara e scomparso lo scorso anno. Oggi la barca appartiene a Cristiano Marongiu, socio del Club Nautico Bosa, ed è stata condotta da Danilo Rizza.
Tra le imbarcazioni che hanno attirato l’attenzione c’era anche Leonidas, il leudo di 15 metri costruito a La Maddalena dal cantiere di Vincenzo Carrano e acquistato recentemente da Michele Acone della Sailing San Paolo. La più grande barca della flotta ha avuto al timone Andrea Mura, nome di rilievo della vela sarda, affiancato in mare dalla moglie Daniela e dai figli Lucas e Marvel. All’estremo opposto per dimensioni c’era Raffaelina, dell’algherese Carmelo Chessa, ormai una presenza abituale al Trofeo Re di Tavolara.
Un riconoscimento speciale è stato invece assegnato a Maria, imbarcazione storica oggi inserita nella flottiglia della Sailing San Paolo. In passato il natante veniva utilizzato per trasportare lungo la costa sarda la calce prodotta a Tavolara. Alla barca è stato attribuito il Trofeo Scurpena, anche se la sua partecipazione alla regata si è conclusa prima del previsto a causa di un piccolo incidente che ha costretto l’equipaggio al ritiro.
La giornata ha avuto anche un significato legato alla pace.
Su tutte le imbarcazioni è stata issata una Bandiera della Pace, distribuita dalla sezione di Alghero della Lega Navale Italiana, presente con lo storico gozzo Annina 1920. Le bandiere sono state messe a disposizione dall’Istituto Musicale Giuseppe Verdi di Alghero. Al termine della veleggiata è arrivato l’omaggio ad Angelo Dettori. A ciascun equipaggio è stata consegnata una maglietta realizzata per questa edizione, con l’immagine del gozzo Salvatore Padre, la sua imbarcazione, in navigazione davanti a Tavolara con Dettori alla barra del timone. Ai partecipanti è stata inoltre consegnata una bottiglia di vino, nel segno di quella convivialità che ha sempre accompagnato la manifestazione. L’organizzazione è stata curata dall’Associazione Vela Latina di Olbia, con il supporto tecnico e logistico delle sezioni di Olbia e Porto San Paolo della Lega Navale Italiana.
A fare da presenza immancabile anche quest’anno è stato Tonino Bertoleoni, 93 anni, conosciuto come il “Re di Tavolara“. Custode dell’isola, della sua vegetazione, della sua barca e di una storia ormai entrata nella leggenda, Bertoleoni e la sua famiglia hanno accompagnato la manifestazione fin dalle sue origini.
