Il sequestro della villa di Gianluca Vacchi ad Arzachena.
La costruzione della mega villa di Gianluca Vacchi ad Arzachena continua a far discutere, con il cantiere ancora sotto sequestro dopo i sigilli apposti nell’estate del 2023. Secondo la Procura di Tempio, l’imponente residenza, stimata intorno ai 15 milioni di euro, sarebbe stata realizzata abusivamente, senza le necessarie autorizzazioni e su un terreno a elevato rischio idrogeologico e franoso. Gli accertamenti della Forestale hanno rilevato come la costruzione sia avvenuta in violazione delle norme edilizie e paesaggistiche già nel dicembre 2022.
La costruzione della mega villa di Gianluca Vacchi ad Arzachena continua a far discutere, con il cantiere ancora sotto sequestro dopo i sigilli apposti nell’estate del 2023. Secondo la Procura di Tempio, l’imponente residenza, stimata intorno ai 15 milioni di euro, sarebbe stata realizzata abusivamente, senza le necessarie autorizzazioni e su un terreno a elevato rischio idrogeologico e franoso. Gli accertamenti della Forestale hanno rilevato come la costruzione sia avvenuta in violazione delle norme edilizie e paesaggistiche già nel dicembre 2022.
Dopo una sospensione del processo a luglio per irregolarità nella notifica degli atti, il fascicolo ritorna ora in tribunale per l’udienza predibattimentale, fissata per il 3 febbraio 2026. Il pubblico ministero ha disposto la citazione diretta a giudizio per Vacchi, il direttore dei lavori Giovanni Faggioli e il costruttore Giovanni Maria Filigheddu, tutti difesi da legali di fiducia. Faggioli risponde anche di false attestazioni. Gli avvocati degli imputati sostengono la regolarità dell’opera, respingendo le accuse.
La villa, destinata alla figlia Blu Jerusalema, doveva svilupparsi su 1.200 metri quadrati più mille di terrazze, con suite, campo da padel e discoteca, affacciandosi sulle acque cristalline del golfo del Pevero e sull’isola di Tavolara.




