Villa Joy e il maxi progetto in Gallura, il Tar apre il caso ambientale

Porto San Paolo, la celebre Villa Joy venduta a 10 milioni di euro

Il Tar apre il caso ambientale su Villa Joy a Cala Finanza.

La vicenda del progetto immobiliare previsto tra Cala Finanza e Punta La Greca, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, compie un nuovo passaggio davanti alla giustizia amministrativa. Il Tar Sardegna ha infatti respinto la richiesta di sospensione della revoca dell’autorizzazione unica Zes per la trasformazione di Villa Joy in struttura ricettiva.

La decisione è arrivata dopo la richiesta presentata per bloccare gli effetti della revoca dell’autorizzazione, nell’ambito della prima parte di un intervento immobiliare più ampio previsto lungo il tratto costiero compreso tra Cala Finanza e Punta La Greca, in Gallura. Il collegio giudicante, presieduto da Tito Aru con relatore Andrea Gana, ha quindi lasciato ferma la situazione in attesa della discussione sul merito, fissata per il 15 dicembre. Durante l’udienza è stato inoltre concordato che la società immobiliare interessata non avrebbe avviato alcuna attività di cantiere nell’area oggetto della procedura.

A intervenire nel procedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale è stato anche il Gruppo d’Intervento Giuridico, associazione nazionale di protezione ambientale rappresentata e difesa dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari. L’associazione si è costituita ad opponendum, sostenendo la necessità di verificare la piena conformità delle autorizzazioni alle norme in materia di tutela del paesaggio, dell’ambiente e alle regole che disciplinano il procedimento amministrativo.

Il GrIG aveva già preso posizione nella precedente controversia giudiziaria avviata dalla Regione autonoma della Sardegna per chiedere l’annullamento dell’autorizzazione unica Zes numero 74 del 2026. Anche questo procedimento è ancora pendente e dovrà stabilire se l’atto autorizzativo abbia rispettato il quadro normativo relativo alla tutela costiera, alla pianificazione paesaggistica e alla disciplina della conferenza di servizi. L’udienza di merito è stata fissata per il 17 febbraio 2027.

La vicenda riguarda un’area particolarmente delicata dal punto di vista ambientale e paesaggistico: circa cinquanta ettari affacciati sul mare, ai quali si aggiungono ulteriori superfici nel territorio retrostante, caratterizzate dalla presenza della macchia mediterranea. Qui è previsto un progetto di sviluppo immobiliare promosso dalla società Tavolara Bay srl, costituita dalla brasiliana Jhsf Participações, proprietaria della catena alberghiera di lusso Fasano, insieme ad altri soci. L’intervento complessivo immaginato per il sito prevede una struttura ricettiva di alto livello con un hotel a cinque stelle da 50 camere, trenta ville di diverse dimensioni, ristoranti, attività commerciali e servizi turistici, oltre a un porto turistico e un campo da golf.

La prima fase dell’operazione era stata inserita nelle procedure semplificate previste dalla Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno, istituita per favorire nuovi investimenti e insediamenti produttivi nelle regioni meridionali. La Zes unica è entrata in vigore dal 1° gennaio 2024 attraverso il decreto-legge 124/2023, successivamente convertito nella legge 162/2023.

Proprio il rapporto tra la disciplina Zes e le norme di tutela ambientale e paesaggistica rappresenta uno degli aspetti centrali del contenzioso. Il nodo riguarda la possibilità che uno strumento pensato per accelerare gli investimenti possa incidere su competenze e vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, dal decreto legislativo 42/2004, oltre che sulle procedure amministrative stabilite dalla legge 241/1990. Al centro del confronto giudiziario c’è anche il ruolo della Regione autonoma della Sardegna e delle competenze riconosciute dallo Statuto speciale, con particolare riferimento alla gestione del territorio e alla tutela del paesaggio.

La decisione cautelare del Tar non chiude dunque la partita, ma rinvia il confronto alla fase di merito, quando i giudici saranno chiamati a valutare nel dettaglio la legittimità degli atti amministrativi e il rapporto tra sviluppo economico, investimenti turistici e salvaguardia del territorio costiero. La costa di Cala Finanza e Punta La Greca resta così uno dei principali fronti del dibattito in Gallura sul futuro delle aree di pregio ambientale e sul delicato equilibrio tra nuove infrastrutture e tutela del paesaggio.

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