Massimiliano Mulas, originario della Gallura, aveva violentato una bambina a Mestre.
È stato condannato a 14 anni Massimiliano Mulas, per aver violentato una bambina di soli 11 anni a Mestre nel 2025. Di origine gallurese, il 45enne è responsabile di diversi episodi di violenza sessuale nei confronti di alcune donne avvenute nel periodo precedente all’aggressione della bimba, avvenuta nell’androne di casa sua dopo essere stata pedinata.
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Cosa è successo.
Il 10 aprile di un anno fa, Massimiliano Mulas, aveva seguito la ragazzina fino al portone di casa per poi spingerla all’interno dell’edificio. Qui ha abusato di lei, accompagnando l’atto con esplicite minacce di morte per impedirle di denunciare. La violenza è stata interrotta solo dal suono del campanello azionato dalla madre di un’amica, con cui la piccola era al telefono poco prima, mettendo in fuga l’uomo che, nella fretta, ha smarrito portafoglio e documenti facilitando la propria identificazione da parte dei carabinieri.
Rito abbreviato.
La condanna doveva essere più alta, circa 21 anni, per l’età della vittima, per la serialità degli abusi, ma anche perché la bimba era stata costretta a un rapporto completo, riuscito a compierlo tramite gravi minacce di morte alla vittima. Tuttavia Mulas è stato condannato con rito abbreviato a 14 anni di reclusione, una pena che include già lo sconto di un terzo previsto dalla procedura, poiché reo confesso. La sentenza emessa dalla giudice Benedetta Vitolo non si limita alla detenzione, attualmente scontata nel carcere di Gorizia sotto monitoraggio psichiatrico, ma impone anche il divieto assoluto di lavorare con minori o frequentare i loro luoghi di aggregazione, oltre al pagamento di una provvisionale di 100mila euro per la vittima e i suoi genitori, a causa dei danni fisici e psicologici causati alla piccola vittima e alla sofferenza della famiglia.
