Il 45enne gallurese di Mestre è stato condannato in passato per violenza sessuale.
Resta in carcere Massimiliano Mulas, 45enne originario della Gallura, accusato di aver aggredito una bambina di soli 11 anni per violentarla e rapinarla giovedì scorso, dopo averla seguita a Mestre. L’uomo si è presentato davanti al gip dove si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha confermato la misura di fermo nel carcere di Venezia, perché troppi sono gli elementi che confermano la violenza sessuale.
Dopo aver aggredito la bimba, l’uomo aveva perso per strada i suoi documenti e nel suo passato ci sono tanti precedenti per reati sessuali. Nel 2006 era stato condannato a otto anni per aver tentato di abusare di due studentesse padovane.
Cosa rischia ora il violentatore seriale gallurese.
Diversi i reati per violenza sessuale nel suo “curriculum penale”. L’uomo, nato in Germania da immigrati sardi, nel passato si era reso responsabile di altre aggressioni anche a minorenni. Le aggressioni non solo in Veneto, ma anche in diverse parti d’Italia, anche in Sardegna. Ma cosa rischia uno stupratore seriale secondo la legge italiana?
Nell’ordinamento penale italiano, se una persona commette gli stessi reati dopo essere stata già condannata per un reato simile, può comportare pene più severe per recidiva. Essa può essere valutata come un’aggravante, il che significa che la pena può essere aumentata, anche in modo significativo. La gravità dell’aggravante dipende dal numero di volte in cui il reo è stato condannato per reati simili e dalla sua condotta.
Nel caso specifico della violenza sessuale, può rischiare un aumento della pena, che prevede che per il reato successivo possa essere aumentata di un terzo (o anche di più se la recidiva è particolarmente grave). In base alla recidiva, un soggetto potrebbe essere condannato a una pena più lunga, che può arrivare anche a più di un terzo della pena prevista per il reato commesso. Se il giudice ritiene che la persona rappresenti un pericolo sociale, può disporre misure di sicurezza, come la detenzione in una struttura psichiatrica o altre misure repressive.
Se il nuovo reato coinvolge un minore di anni 14 la legge italiana prevede pene più severe, sopratutto se recidivo. Secondo l’articolo 609-bis del Codice Penale, la violenza sessuale su un minore di 14 anni è punita con pene da 6 a 12 anni di reclusione, che possono essere aumentate se sussistono aggravanti (come la recidiva). La recidiva in questo caso porta ad un aumento della pena che può essere anche maggiore di un terzo rispetto alla pena base. Inoltre ci potrebbe essere anche l’aggravante di aver premeditato il reato. La bimba, secondo gli inquirenti, sarebbe stata seguita da giorni.
