Olbia, salvati altri due cagnolini della zona industriale: “Magri e con pulci”

Cagnolini salvati olbia

Due cani sono stati tolti dalla zona industriale di Olbia.

Altri due cani della zona industriale di Olbia sono stati salvati e accolti dall’associazione Lida nel rifugio “I fratelli minori”. Dopo il recente recupero di un cagnolino pochi giorni fa, ne arriva un altro, trovato sull’asfalto in condizioni di forte debilitazione, magrezza e con un’evidente parassitosi. I volontari del canile hanno reso note non solo le condizioni dei cuccioli, ma hanno voluto dare un segnale prendendo ancora le parti del provvedimento del sindaco, recentemente annullato dal Tar. Nonostante l’annullamento dell’ordinanza l’associazione Lida continua il suo impegno per salvare i cani, togliendoli dalla zona industriale.

La denuncia della Lida.

Dalla Lida hanno dichiarato che l’abitudine diffusa di limitarsi a sfamare i cani e i gatti randagi senza una vera pianificazione non costituisce una reale soluzione al problema. “Mentre nei palazzi e nelle aule si discute in punto di diritto, mentre c’è chi esulta per sentenze che sanciscono astratti principi di libertà, la realtà nuda e cruda che raccogliamo ogni giorno con le nostre mani è questa. Ha un nome, un corpo che trema e il bisogno disperato di futuro. C’è un equivoco enorme, radicato nell’ipocrisia di un certo modo di intendere la tutela degli animali: l’idea che basti lasciare una ciotola di cibo per dirsi “salvatori”. Non è così. Non lo è mai stato, né per i cani né per i gatti delle colonie e dei capannoni”, si legge in un lungo post sulla pagina ufficiale della Lida.

Le condizioni dei nati in strada.

Le condizioni dei due cagnolini parlano infatti da sole. Quei cuccioli sono nati, infatti, in strada senza la possibilità di un tetto sopra la testa. Dormono al freddo, rischiano aggressioni, incidenti, malattie. ”Gettare cibo a terra e voltare le spalle non è un atto d’amore – dicono i volontari -. Se a quel gesto non segue una presa in carico reale, un progetto di cattura, la messa in sicurezza e soprattutto la sterilizzazione, quel cibo diventa solo il carburante che tiene in moto una macchina infernale: la moltiplicazione continua di cuccioli destinati alla sofferenza”.

Dalla Lida denunciano che i cani adulti rimasti sul territorio non si fanno avvicinare e continuano a riprodursi. I cuccioli catturati sono tantissimi e i posti nel rifugio sono sempre meno per accoglierli. I volontari hanno voluto ribadire che dare cibo ai cani porta a una crescita ininterrotta della popolazione di randagi in contesti produttivi e stradali altamente pericolosi.

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