Cani randagi a Olbia, il Tar annulla il divieto di dar loro da mangiare

L’ordinanza per non dare da mangiare ai cani a Olbia.

I cani della zona industriale di Olbia possono continuare ad essere sfamati. Il Tar ha annullato l’ordinanza del sindaco Settimo Nizzi che vietava di dare da mangiare ai randagi della zona. A presentare il ricordo l’associazione “Rispetto per tutti gli animali”, che non riteneva giusto il provvedimento del primo cittadino. La misura era stata introdotta la scorsa estate per contrastare il randagismo ed era stata appoggiata dall’associazione Lida che gestisce il canile, che ha accolto diversi cani che provengono da quella zona.

Le polemiche estive.

La misura era stata introdotta la scorsa estate per agevolare le catture da parte delle guardie ecozoofile in vista di sterilizzazione e microchippatura, suscitando accese polemiche ma trovando l’appoggio della Lida e dell’Ordine dei veterinari. Le polemiche erano nate dopo l’intervento sui social dell’attivista Enrico Rizzi, che aveva contestato Nizzi di voler far morire di fame e sete i cani che vivono nella zona industriale. Ora, dopo mesi dall’ordinanza, arriva la pronuncia del Tar Sardegna.

Perché è stata annullata.

Secondo i giudici amministrativi, tuttavia, nutrire gli animali vaganti resta del tutto lecito, a patto che i cittadini utilizzino appositi contenitori e li rimuovano dopo l’uso per rispetto del senso civico. Il tribunale ha infatti stabilito che la situazione non giustificava un divieto così radicale, evidenziando come l’atto del primo cittadino sia stato adottato in assenza dei presupposti di effettiva urgenza, eccezionalità e imprevedibilità necessari per ricorrere a provvedimenti straordinari.

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