Notre-Dame de Paris arriva a Olbia, quattro date con l’opera di Cocciante

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Olbia si prepara ad accogliere Notre-Dame de Paris

Dal 5 all’8 agosto Notre-Dame de Paris arriva per la prima volta a Olbia, gli spettacoli saranno al Molo Brin. Giò Di Tonno torna nei panni di Quasimodo: una storia nata nell’Ottocento che continua a parlare di diversità, inclusione e riscatto. Ci sono storie che non invecchiano perché, anche quando vengono raccontate a distanza di secoli, continuano a mettere davanti agli occhi del pubblico le domande più profonde dell’uomo. È il caso di Notre-Dame de Paris, il romanzo che Victor Hugo pubblicò nel 1831 e che, grazie alla musica di Riccardo Cocciante, è diventato una delle opere popolari più amate e conosciute al mondo.

La prima volta di Notre-Dame de Paris a Olbia

Dal 5 all’8 agosto questa grande produzione arriverà per la prima volta a Olbia, sul palco che sarà allestito al Molo Brin, in una location suggestiva dove la scenografia e il pubblico saranno immersi nel cuore della città e affacciati sul mare. Non un semplice spettacolo, ma un appuntamento culturale di grande richiamo che porterà in Gallura una storia capace di attraversare generazioni. La presentazione dell’evento si è svolta oggi alla presenza del sindaco Settimo Nizzi e dell’assessore ai Grandi Eventi Marco Balata, che hanno espresso soddisfazione per la possibilità di ospitare una produzione di questo livello proprio nel centro cittadino”.

Una scelta strategica, quella del Molo Brin, che punta a unire spettacolo, valorizzazione urbana e attrattività turistica, trasformando per alcune serate il cuore di Olbia in un grande palcoscenico. A rappresentare la produzione era presente anche Luca Usai, special projects & new business di Vivo Concerti, che ha sottolineato il valore della tappa olbiese all’interno del tour nazionale. Notre-Dame de Paris, infatti, rappresenta un’opportunità importante per ampliare l’offerta culturale della città e raggiungere un pubblico nuovo, confermando il ruolo di Olbia come punto di riferimento per i grandi eventi.

Ma la forza di questa opera popolare non sta soltanto nei numeri, nella grande macchina organizzativa o nella spettacolarità della messa in scena. La sua vera forza è racchiusa nei temi che Victor Hugo aveva già messo al centro del suo romanzo quasi due secoli fa.

Quasimodo

Quasimodo, il campanaro della cattedrale, è molto più del personaggio conosciuto dall’immaginario collettivo come “il gobbo di Notre-Dame”. È un uomo che la società giudica per il suo aspetto fisico, relegandolo ai margini ancora prima di conoscerne la sensibilità e la profondità. Attraverso di lui Hugo racconta la solitudine di chi viene escluso, ma anche la possibilità di trovare dignità e amore oltre ogni apparenza.

Ed è proprio questo il motivo per cui oggi Notre-Dame de Paris conserva una sorprendente attualità. Le parole sono cambiate, ma le questioni restano: la diversità, il pregiudizio, il bisogno di inclusione, il giudizio sul corpo e sull’aspetto esteriore, la difficoltà di riconoscere il valore delle persone oltre gli stereotipi.

Esmeralda

Anche la figura di Esmeralda porta con sé una riflessione ancora attuale: una giovane donna libera e indipendente che diventa vittima di uno sguardo di possesso, di violenza e di un sistema che fatica a riconoscere la sua autonomia. Temi che oggi ritroviamo nel dibattito sulla violenza di genere e sulla necessità di costruire una cultura del rispetto.

Giò Di Tonno sul palco di Olbia

Sul palco di Olbia ci sarà Giò Di Tonno, interprete storico di Quasimodo fin dal debutto italiano dell’opera, avvenuto nel 2002. Un legame artistico che dura da 25 anni e che ha accompagnato il successo di una produzione rimasta fedele alla sua identità. Un rapporto speciale con uno spettacolo che, secondo Di Tonno, continua ad avere successo perché mantiene intatta la propria forza.

“I motivi del successo dell’opera? Io credo che se le cose sono belle, sono belle e basta”, ha spiegato. La struttura dello spettacolo è rimasta quella originale: “Non è mai stata cambiata neanche una nota, come richiesto da Riccardo Cocciante, suo ideatore, fin dalle origini, è stata rinfrescata un po’ la scenografia e cambiate alcune coreografie, ma per il resto è tutto come 25 anni fa“.

Il 25esimo anniversario

L’opera popolare, con i testi originali di Luc Plamondon e l’adattamento italiano firmato da Pasquale Panella, si prepara nel 2027 a celebrare il venticinquesimo anniversario dal debutto italiano. Il tour attuale ha già superato le 200 repliche e i 400 mila biglietti venduti. Il cast comprende alcuni degli interpreti storici dello spettacolo, tra cui, oltre a Giò Di Tonno, Elhaida Dani, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone, Gianmarco Schiaretti e Angelo Del Vecchio.

Per accogliere l’evento, il Molo Brin sarà adattato e ampliato. Sono attesi circa 4mila spettatori a data. La macchina organizzativa coinvolgerà un totale di circa 80 persone tra artisti, tecnici e personale impegnato nella realizzazione dello spettacolo, con effettivi 25 sul palcoscenico. I preparativi sono già iniziati e nel Molo Brin sono comparsi i primi segnali dell’allestimento, con i cartelli che indicano i divieti di sosta nelle aree interessate dai lavori.

Nizzi ai commercianti: non mettete musica

Proprio perché l’evento si svolgerà nel cuore della città, il sindaco Settimo Nizzi ha rivolto un appello agli esercizi commerciali affinché, nelle serate della rappresentazione, evitino iniziative musicali in contemporanea con lo spettacolo. Un invito rivolto alla collaborazione, per permettere al pubblico di vivere pienamente l’esperienza dell’opera e garantire le condizioni necessarie a una produzione di questa importanza. Olbia si prepara così ad accogliere non soltanto un grande spettacolo, ma una storia che dopo quasi due secoli continua a porre una domanda essenziale: siamo capaci di guardare oltre le apparenze?

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