Le cooperative della Gallura pronte per una primavera di rilancio

Il presidente di Agci Gallura fa il punto sulla situazione.

Nel 2020 sono nate meno cooperative rispetto al 2019: un buon 26% in meno, da 3.376 del 2019 a 2.484 società nel 2020. Sono i dati delle nuove iscrizioni di cooperative all’Albo delle società cooperative tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico (dati disponibili al 4 gennaio 2021), presentati dall’Osservatorio dell’Alleanza delle Cooperative Italiane.

La riduzione delle nuove iscrizioni di cooperative si registra su tutto il territorio nazionale, con una diminuzione più consistente al Centro (-36% rispetto all’anno precedente). Nel complesso il Mezzogiorno (Sud e Isole) si conferma l’area territoriale caratterizzata dalla più elevata natalità cooperativa: più di una su due (il 53,2% delle cooperative di prima iscrizione all’Albo Nazionale nel corso del 2020) è nata qui.

Parte da qui la riflessione di Michele Fiori, presidente AGCI Gallura Nuoro, e dalla partecipazione alla Consulta nazionale delle Associazioni Territoriali di AGCI, un forte e partecipato momento di confronto, finalizzato ad analizzare il panorama attuale ed a porre in essere azioni di rilancio del comparto cooperativo.

D.Viene spontanea la domanda “Le cooperative sono ancora in grado di cogliere la sfida del lavoro?

Fiori “Le cooperative, come altre forme societarie, hanno pagato un dazio oneroso alla crisi finanziaria del 2008, ma, pur patendo anche in questa crisi – determinata dalla pandemia, ancora in corso – hanno preso un impegno morale ed economico: meno utili ma più occupati. Vogliamo continuare ad essere un baluardo di difesa e tenuta dell’occupazione.”

D.Quella mutualistica è una forma societaria ancora attuale, adeguata ai tempi che viviamo, al mercato?

Fiori “Non è una questione solo di forma, ma di contenuti, di approccio alla soluzione dei problemi. In generale la cooperativa resta una forma assolutamente ancora attuale. Nei servizi alle persone (destinati a crescere stante l’innalzamento dell’età media e dell’aspettativa di vita). I nostri dirigenti della Alleanza delle Cooperative hanno esposto al premier Draghi, come le nostre imprese svolgono e possono svolgere un ruolo fondamentale nella valorizzazione delle aree interne e marginali dove sono in crescita le cooperative di comunità. Laddove lo stato si ritira e il privato profit non investe per mancanza di remunerazione, la cooperativa rende protagonisti i cittadini che in cooperativa rispondono ai loro bisogni. Così nella rigenerazione delle imprese. Tante attività in crisi vengono rilevate dai lavoratori che diventano imprenditori di se stessi, da operai a padroni in cooperativa in tutti.

D.Quindi, quali risposte, quali azioni intendete proporre a livello locale?

Fiori “Come ha dichiarato il neo eletto Presidente di AGCI Giovanni Schiavone, i territori in particolare, insieme alle Associazioni di Settore, dovranno essere sostenuti e valorizzati nel loro processo di crescita, aggiungendo che – mantenere il dialogo, condividere le idee e le strategie nazionali, prima ancora di deciderle, è necessario per rinvigorire la coesione e per alimentare la radice democratica dell’Associazione”.

Nei giorni scorsi è partita una campagna di rilancio del movimento cooperativo, nella quale ci siamo da subito impegnati a livello locale, per promuovere la cultura cooperativa fra i giovani, nelle scuole, con le pubbliche amministrazioni, in partnership con gli attori economici e sociali del territorio: le altre associazioni datoriali, sindacati, parrocchie, istituti scolastici.”

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