La crisi degli agriturismi in Sardegna, in un anno persi 40 milioni di euro

Gli agriturismi della Sardegna pagano un prezzo altissimo.

Nell’ultimo anno a causa delle chiusure, secondo le stime di Coldiretti Sardegna, i circa 900 agriturismi sardi hanno segnato perdite di fatturato intorno ai 40milioni di euro.

“Stiamo pagando un prezzo altissimo – testimonia Sandro Dessì dell’agriturismo Archelao di Oristano – e spesso le perdite sono annebbiate dal bonus vacanza che se è vero che ci ha consentito di lavorare dall’altra lo abbiamo fatto senza liquidità, anticipando prodotti e servizi. Inoltre una realtà come la nostra programmata su un’economia chiusa, in cui l’azienda agricola produce per l’agriturismo, siamo stati penalizzati due volte, senza contare la chiusura di tutte le attività didattiche”.

Secondo le elaborazioni di Coldiretti Sardegna su dati Istat e Laore i circa 900 agriturismi sardi, il 35 per cento dei quali guidati da una donna, sono così distribuiti: per il 38% nel Nord Sardegna, il 27% nel sud Sardegna, il 22% a Nuoro e il 13 a Oristano. L’81 per cento offre il servizio alloggio, il 73% quello di ristorazione mentre il 28% mette a disposizione altre attività.

“Dopo un anno di chiusura e incertezze – afferma Laila Dearca dell’agriturismo Sorres di Budoni abbiamo bisogno di lavorare e poter programmare il nostro lavoro. Gli agriturismi, peraltro, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi più sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.

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