Migrantes, 128mila italiani si sono trasferiti all’estero nell’ultimo anno

Un rapporto che comprende sia adulti che minori.

La Fondazione Migrantes, dal 2017, ha scelto di impegnarsi nell’arduo compito di dare consapevolezza delle proprie radici anche nelle scuole a tutti coloro che dovessero decidere di emigrare verso altri paesi. La scelta di intervenire nelle scuole non è casuale perché, dei 128.000 italiani che sono emigrati nel 2018, c’erano 24.000 minori, coscienti e certamente speranzosi in un cambio di vita verso una realtà migliore.

Un compito che la Fondazione ha deciso di affrontare redigendo, accanto al tradizionale Rapporto annuale sulla migrazione degli adulti, anche un Rapporto Junior da presentare presso le scuole. Un’esperienza che ha ottenuto un successo inaspettato sin da subito. Basti pensare che il primo Rapporto Junior, presentato in una scuola della Magliana, ha visto i relatori sommersi dalle domande e dalle proposte degli allievi più giovani.

Su questa “migrazione di massa” ha influito sicuramente la situazione lavorativa, che in Italia non è proprio entusiasmante.  E insieme ai genitori sono andati via anche i ragazzi (11,5%) insieme a 48.000 giovani di talento, tra diplomati e i laureati. Tanti sono infatti, solo nel 2018, gli under 35 con in tasca un titolo di specializzazione o una laurea che hanno scelto altri lidi. Una situazione che, ovviamente, mette a rischio il futuro della nostra terra.

Ma trasferirsi all’estero non è così facile come può sembrare, anzi ha tutte le caratteristiche di una sfida da affrontare sia con se stessi che con un ambiente culturalmente diverso. Innanzitutto è fondamentale conoscere la lingua del luogo, al di là dell’inglese, che nella maggior parte dei casi comunque torna utile per chiedere informazioni e per superare il primo impatto. Ma gli ostacoli non si manifestano solo all’inizio, perché ricostruire un ambiente familiare, in una città e in un paese diverso è complicato. E come se non bastasse, anche ambientarsi al lavoro può diventare un banco di prova. Per questa ragione, prima di partire è importante curare meticolosamente ogni particolare, magari affidandosi ad un’agenzia di traslochi internazionali come Bliss Moving, in modo tale da facilitare questo processo sia a livello pratico che burocratico. Ma è appena trasferiti che inizia la sfida. Bisogna immediatamente adattarsi alla maniera di fare e di pensare del paese che ci ospita.

Cambiano radicalmente i cibi, la maniera di rapportarsi, di passare le serate, di fare la spesa e di trascorrere il tempo libero. All’inizio può essere difficile, è vero. Ma, quando ci si abitua, tutto diventa entusiasmante.

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