“Non possiamo permetterci un altro lockdown”, l’appello di Confartigianato Sardegna

In Sardegna 1 impresa su 3 non resisterebbe ad un altro lockdown.

“Siate responsabili come siete stati fino ad ora. Non possiamo permetterci nessun lockdown e nessuna chiusura, neanche parziale o temporanea, delle nostre attività: abbiate buonsenso e siate severi nell’applicazione delle regole”.

E’ accorato il messaggio che Confartigianato Imprese Sardegna, con il presidente regionale Antonio Matzutzi e il segretario Daniele Serra, lancia a tutte le attività produttive isolane, ai loro clienti e ai cittadini, e soprattutto alle Istituzioni che nei prossimi giorni potrebbero essere chiamate a scelte importanti. Infatti, l’impennata di contagi registrata nelle ultime settimane nell’Isola preoccupa le aziende per le ripercussioni che potrebbero impattare negativamente sul sistema sanitario regionale e su quello economico.

“Il nostro messaggio è rivolto a tutti – continuano Matzutzi e Serra – soprattutto ai decisori istituzionali e di Governo. Le nostre realtà hanno sofferto pesantemente nei mesi di chiusura totale ma hanno anche investito tante risorse per garantire la massima sicurezza nei propri locali in vista della ripresa delle attività. Per questo motivo è necessario che le autorità di controllo vigilino su assembramenti esterni alle attività produttive e commerciali che, purtroppo, sono da tempo registrano numerose criticità”.

“Una malaugurata serrata in questi mesi pre natalizi, costerebbe troppo a tutta la Sardegna – continuano – novembre e dicembre, infatti, sono mesi chiave per l’economia sarda e non possiamo permetterci passi falsi”. “Le aziende artigiane sarde – rimarcano – hanno subìto, mediamente, durante il lockdown un calo del fatturato del 60 per cento ma in caso di nuova serrata l’asticella si alzerà ulteriormente. Per un’impresa su tre questo si tradurrà in un colpo da ko. Bisogna evitare a tutti i costi un nuovo stop alle attività produttive e potenziare al contrario le altre limitazioni capaci di abbassare la curva”.

Confartigianato Sardegna con le proprie imprese, oltre a rispettare rigorosamente i protocolli anti-coronavirus nei luoghi di lavoro, ritengono opportuno e doveroso sollecitare l’attenzione dei lavoratori, delle loro famiglie e dei cittadini in generale affinché adottino comportamenti, anche nella vita privata, conformi ai protocolli con lo stesso rigore adottato dalle aziende.

“Riteniamo che l’adozione delle stesse misure di tutela nelle aziende – continuano presidente e segretario di Confartigianato Sardegna – assolva, non solo ad una funzione sociale ma anche alla diffusione della cultura della sicurezza che, in questo tempo di Covid-19, si traduca nell’estensione dei comportamenti sicuri e responsabili adottati nelle imprese alla vita di tutti i giorni”. “Purtroppo – sottolineano – non è diffuso come dovrebbe il convincimento che solo l’adozione di comportamenti responsabili in ogni momento della vita sociale, sia nei luoghi della vita privata, consente la riduzione della diffusione della pandemia. Abbiamo toccato con mano che questo virus non si diffonde solo nei luoghi di lavoro, paradossalmente tali luoghi sono più tutelati e vigilati rispetto ad altri e quindi più sicuri. Siamo imprenditori ma siamo anche cittadini e in qualità di attori sociali sentiamo doppiamente il peso delle responsabilità”.

 “Dobbiamo abituarci a convivere con il virus mantenendo il rigore nel rispetto delle misure di protezione della salute – concludono Matzutzi e Serra – almeno fino a quando non verrà trovato un rimedio definitivo, come il vaccino. Fino a quel momento, dobbiamo tutti essere più rigorosi nell’uso estensivo dei DPI anche nell’ambito privato e familiare”.

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