Presentato a Olbia uno studio sulle condizioni dei giovani i Gallura
Nell’Aula magna dell’UniOlbia la presentazione di uno studio sulle condizioni dei giovani in Gallura, con analisi dettagliate. “La condizione di vita dei giovani e degli adolescenti” e un’indagine promossa dall’Istituto Euromediterraneo e patrocinata dall’Assessorato ai Servizi alla Persona del Comune di Olbia, nonché dalla Parrocchia San Ponziano di Olbia, in collaborazione con il Laboratorio di statistica applicata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tale indagine, che ha coinvolto circa 700 ragazzi di età compresa tra 11 e 19 anni provenienti da Olbia, Tempio Pausania e Calangianus, ha offerto una panoramica preziosa sulle esperienze quotidiane e le sfide affrontate dalle nuove generazioni di studenti.
Durante l’incontro, il prof. Giancarlo Cursi, sociologo e coordinatore scientifico dell’indagine, ha rimarcato l’importanza di cogliere il complesso mosaico della vita giovanile: “Volevamo rappresentare non solo le opportunità, ma anche le forme di disagio e di rischio”. Come evidenziato dal prof. Emiliano Sironi, “La regressione della soddisfazione personale inizia presto e le femmine ne risentono maggiormente”, ha avvertito.
In aumento alcol e tabacco
Tra i risultati emersi, uno dei più preoccupanti descrive le difficoltà psicologiche e comportamentali vissute da molti giovani, talvolta celate dietro l’apparenza di normalità. Ansia, frustrazione e insicurezza spingono numerosi ragazzi verso comportamenti rischiosi. Il consumo di sostanze, sia alcoliche sia stupefacenti, è in aumento tra i ragazzi, spesso influenzati da una cultura giovanile che normalizza il consumo e lo abbina a momenti di socializzazione. I giovani più vulnerabili, come i cosiddetti “neet” (che non lavorano né studiano), rischiano ancora di più.
La difficoltà di comunicare con i giovani diventa sempre più evidente. I ragazzi di oggi manifestano un amalgama di fiducia e disorientamento nei confronti della società adulta. Da un lato, nascono nuove generazioni brillanti e adattabili; dall’altro, si riscontra una significativa distanza tra i giovani e il mondo dei grown-ups, in particolare con figure educative come insegnanti e operatori scolastici.
Un dato immediatamente rilevante è la fiducia che i giovani nutrono verso la propria famiglia. Mamme, papà e nonni rivestono una posizione centrale nella vita emotiva e psicologica dei ragazzi. Tuttavia, se le mamme risultano più presenti, i padri, pur offrendo supporto, sembrano avere meno occasioni di incontro con i propri figli. Quando questi si trovano ad affrontare difficoltà, come conflitti emotivi, depressione o problemi scolastici, le famiglie spesso si scoprono ignare della solitudine emotiva in cui i ragazzi sono cresciuti.
I problemi con gli adulti
I giovani, nonostante la fiducia nella famiglia, faticano a relazionarsi con la società adulta. La transizione verso l’adultità genera incertezze e ansia legate all’autostima, i giovani si interrogano sul loro valore e sul riconoscimento delle loro competenze. Questa preoccupazione porta talvolta a disorientamento emotivo e sociale. Inoltre, la difficoltà di comunicare con gli adulti, in famiglia e a scuola, amplifica il senso di smarrimento.
Se la fiducia verso gli adulti vacilla, quella verso gli amici si rivela forte. I giovani trovano nel gruppo dei pari un solido punto di riferimento, un luogo sicuro dove esprimersi e condividere le proprie emozioni. Tuttavia, nemmeno questo ambito è esente da difficoltà. Educatori e insegnanti segnalano che i ragazzi tendono a formare gruppi molto selettivi, spesso chiusi a nuove relazioni e poco inclini a coinvolgere adulti nelle loro dinamiche. Emozioni, dubbi e paure vengono principalmente condivisi tra amici, rendendo complicato per gli adulti avvicinarsi e comprendere le loro esperienze.
Nonostante queste ombre, concordano gli adulti impegnati con i giovani: la nuova generazione possiede un potenziale straordinario. I ragazzi di oggi dimostrano flessibilità, creatività e la capacità di comunicare in modi innovativi e rapidi, sostenuti dalla loro padronanza dei mezzi digitali. È essenziale riconoscere e valorizzare questo talento, poiché rappresenta un patrimonio inestimabile per il futuro della comunità.
Durante l’evento, hanno preso la parola figure influenti come Anna Paola Aisoni, vicesindaco di Tempio Pausania, e Simonetta Lai, assessore ai servizi sociali di Olbia, entrambe concordi sulla necessità di un ascolto più attento verso i giovani. “Il ruolo della famiglia è fondamentale, ma si evidenzia anche una frattura con le istituzioni”, ha dichiarato Aisoni, esprimendo il suo rammarico nel vedere come i ragazzi non percepiscano più gli insegnanti come punti di riferimento. “È tempo di un esame di coscienza”, ha esortato, richiamando l’urgenza di stabilire dialogo. La frustrazione e l’ansia sperimentate dai giovani non vanno sottovalutate. “C’è un senso di disorientamento verso il futuro e un urgente bisogno di essere ascoltati”, ha aggiunto Lai, evidenziando che l’obiettivo delle istituzioni deve essere di trovare soluzioni condivise.
