Cgil, Uil e Nursind in piazza a Olbia per l’emergenza sanità in Gallura
Una marcia di protesta dei sindacati a Olbia per denunciare la situazione di emergenza della sanità in Gallura. Cgil, Uil e Nursind si dono dati appuntamento davanti alla sede dell’Asl Gallura. Da lì con le bandiere colorate hanno raggiunto l’ospedale Giovanni Paolo II.
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Durante gli interventi i rappresentanti delle sigle sindacali coinvolte hanno ricordato i problemi della sanità in Gallura. Il problema dell’assistenza e della carenza di personale per loro rappresentano un’emergenza nei tre ospedali di Olbia, Tempio e La Maddalena.
La sanità pubblica in Gallura è al collasso. Da anni i sindacati denunciano le stesse problematiche, eppure nulla cambia. A sollevare nuovamente la questione è Vito Langiu, vertice UIL FPL, che mette in luce una realtà allarmante: una grande fetta della popolazione non riesce più a curarsi. I problemi sono cronici e ben noti – carenza di personale medico, infermieristico, operatori socio-sanitari e tecnici – e sono il risultato di scelte sbagliate da parte della dirigenza sanitaria. “Se un amministratore non porta risultati, deve essere sostituito, a prescindere dal colore politico”, afferma Langiu con determinazione.
A peggiorare il quadro, arriva la notizia della chiusura della guardia medica di Olbia, con il conseguente dirottamento dei pazienti a Telti. Una decisione inaccettabile, soprattutto per chi vive in condizioni di svantaggio sociale e si trova ora costretto a percorrere oltre 15 km per una semplice assistenza medica. E nei mesi estivi, quando la popolazione della Gallura quintuplica, cosa accadrà? Il sistema sanitario locale è impreparato a gestire l’emergenza turistica.
A esprimere preoccupazione è anche Simone Pinna del Nursind: “Finalmente diverse sigle sindacali si uniscono per dire quello che le persone sentono ogni giorno: la sanità pubblica non garantisce più il diritto alla salute. Mancano servizi, personale, medici, infermieri, reparti. Serve un cambiamento radicale”.
Jessica Cardia, segretaria funzione pubblica CGIL Gallura, denuncia una gestione fallimentare da parte dei manager della sanità locale: “Sono inetti! La politica regionale è assente e ci sta riportando indietro di dieci anni. In Gallura ci viene assegnato il Dipartimento della Salute Mentale, ma con un solo medico che sta per andarsene. Non servono nuovi capi dipartimento, servono medici, infermieri, servizi!”. E ancora: “Dentro al pronto soccorso voglio vedere personale, non ampliamenti di strutture vuote!”
Il disagio non è solo locale, come sottolinea Massimiliano Muretti, segretario generale della Camera del Lavoro di Sassari: “La sanità è una questione che riguarda tutto il Nord Sardegna. Gli ospedali di Sassari e Olbia ricevono pazienti da altre zone, dove non trovano risposte. Le sigle sindacali hanno già denunciato i problemi davanti alle commissioni sanità, ma nulla è cambiato. Lo sciopero sarà inevitabile e dovrà coinvolgere tutti i cittadini”.
Franco Garau, segretario territoriale UIL, pone l’accento su un’altra drammatica conseguenza: “Tutti i governi hanno tagliato i fondi alla sanità pubblica a vantaggio di quella privata. I pensionati, che non possono permettersi cure costose, rinunciano a curarsi. Questo è il declino del sistema sanitario. Servono strutture sanitarie accessibili e una medicina di prossimità che garantisca cure nel territorio di residenza”.
Le voci si uniscono in un unico grido: la sanità pubblica deve tornare ad essere un diritto per tutti. La UIL FPL chiede con forza l’attivazione di una cabina di regia per intervenire e migliorare il sistema sanitario gallurese, garantendo non solo l’assistenza ai cittadini, ma anche condizioni di lavoro dignitose per gli operatori del settore.
Di fronte a questa situazione critica, i sindacati annunciano uno sciopero generale per sensibilizzare cittadini e istituzioni e per pretendere interventi concreti e immediati. La mobilitazione sarà l’occasione per dimostrare che il diritto alla salute è una battaglia che riguarda tutti.
