Il lavoro nelle famiglie di Santa Teresa e La Maddalena.
Santa Teresa è il Comune della Gallura col maggior numero di famiglie in cui si lavora meno rispetto a quanto si dovrebbe. Un nuovo studio di OpenPolis, su recenti dati Istat, ha svelato la situazione dei nuclei in Italia, con il quale ha affrontato i disagi che vivono i bambini e ragazzi quando c’è la sottoccupazione. Si valuta l’intensità lavorativa inferiore al potenziale di un nucleo familiare
La situazione in Italia.
Lo studio, realizzato in occasione della Giornata Mondiale della giustizia sociale, ha l’obiettivo di affrontare tematiche quali l’accesso a condizioni lavorative dignitose e a livelli adeguati di welfare. Attraverso il report, Openpolis si addentra quelle disparità sociali ed educative che affrontano i minori, le quali dipendono dal reddito dei loro genitori.
Openpolis, che affronta spesso la tematica della povertà educativa, ha rivelato che le famiglie del Mezzogiorno sono le più svantaggiate, a causa dei minori redditi, maggiori precarietà lavorative e perché spesso monoreddito. Nascere in una famiglia indigente, in un Paese, dove la mobilità sociale è scarsa, significa dunque “ereditare” la situazione della famiglia di origine, anche per le basse possibilità di accedere a opportunità formative migliori, spesso se la povertà delle famiglie è assoluta.
La situazione in Gallura.
In questo contesto, tra i centri con oltre 5mila abitanti, Santa Teresa Gallura e La Maddalena sono tra le realtà con più famiglie colpite da bassa intensità lavorativa, ovvero nuclei sottoccupati rispetto al loro effettivo potenziale e che sarebbero in grado di lavorare, ma lo hanno fatto per meno del 20% del loro effettivo potenziale.
Le cause, infatti, sono dovute alle basse opportunità lavorative in un dato territorio o, dai pochi servizi offerti dal welfare, come pubblici asili nido e altre strutture che spesso portano le madri a perdere il lavoro o ad essere occupate in impieghi part-time. Un’altra caratteristica della sottocupazione è anche svolgere un lavoro al di sotto delle proprie competenze e qualifiche, spesso con uno stipendio più basso. Questa è una tipicità di molti settori lavorativi anche nel Nord Sardegna, compresi i lavori precari e i part-time involontari.
I numeri
A Santa Teresa sono tanti i sottoccupati nelle famiglie con bambini, ossia il 55,3%. Record assoluto in tutto il Nord Sardegna. Sono più della meta anche a La Maddalena (52,1%) e Budoni (50,9%). A Tempio si registra il 48,7% mentre la situazione migliore si trova a Olbia, dove la percentuale si ferma al 43,8.
La Sardegna, dunque, non regge il confronto con il Nord e diverse realtà del Centro, dove le opportunità economiche sono migliori, ma presenta una situazione migliore rispetto al resto del Meridione. Ma, soprattutto dell’altra Isola. Le 3 città in cui si registra la percentuale più alta di famiglie a bassa intensità lavorativa si trovano tutte in Sicilia, con Catania (60,6%), Palermo (58,6%) e Trapani (58,5%).




