Preoccupazione per il gioco d’azzardo in Gallura.
L’allarme sul gioco d’azzardo in Gallura era stato sollevato già lo scorso marzo dal Serd della Gallura, il servizio per le tossicodipendenze della Asl. A distanza di pochi mesi, la situazione non è migliorata. Anzi, è addirittura peggiorata.
A Olbia, il volume di spesa per il gioco d’azzardo ha raggiunto i 126 milioni di euro in un anno, un dato superiore a quello della provincia di Nuoro, che si ferma a circa 116 milioni. La spesa pro capite nella città di Olbia è di 2.106 euro, mentre nei comuni costieri i valori oscillano tra i 1.173 euro di Santa Teresa e i 1.753 euro di Arzachena. Un dato sbalorditivo, che crea enorme preoccupazione. Anche l’Alta Gallura e Tempio non sono immuni dal problema, con una spesa che supera i mille euro pro capite. Un dato allarmante, soprattutto considerando che il 6% degli abitanti di Olbia rischiano di sviluppare una dipendenza dal gioco d’azzardo, un tasso significativamente più alto rispetto a quello di Cagliari (2%) e Oristano (5%).
Il piano Gap della Asl.
Per contrastare questo fenomeno, la Asl ha deciso di attivare il Piano GAP, un progetto regionale che mira a sviluppare attività di prevenzione e cura delle dipendenze da gioco. Il piano sarà gestito dal Dipartimento di salute mentale e dipendenze della Asl Gallura, che opererà attraverso le Case di Comunità, dove i referenti del progetto collaboreranno con le psicologhe delle comunità locali.
Secondo Giovanni Pietro Tiana, direttore del Dipartimento, il problema del gioco d’azzardo patologico è diffuso in tutti i 26 comuni della Gallura, con richieste di supporto che continuano a crescere. Il progetto, infatti, mira a fornire un supporto specifico a chi vive il problema, con attività di prevenzione, colloqui motivazionali e supporto psicologico. La dottoressa Graziella Boi sarà il direttore scientifico del progetto, mentre Manuela Tinteri, psicologa della Asl Gallura, coordinerà l’équipe e sarà disponibile per informazioni e appuntamenti.
Il piano GAP si concentrerà su diverse aree: prevenzione, cura e riabilitazione, affrontando le implicazioni psicologiche, familiari e sociali della dipendenza. Saranno effettuati colloqui, interventi educativi e di gruppo, con l’obiettivo di identificare e sostenere i giocatori patologici. Come scrive La Nuova Sardegna, l’iniziativa punta anche a raccogliere dati sempre più precisi sul fenomeno, per indirizzare le azioni future con maggiore efficacia.
