Minacce in spiaggia a Golfo Aranci: condannato 28enne, ma non fu violenza sessuale

eventi prenatalizi piazza cossiga - foto Golfo Aranci Mon Amour

Minacce in spiaggia a Golfo Aranci: condannato 28enne, assolto dall’accusa più grave.

I fatti risalgono all’ottobre del 2020, quando, secondo l’accusa, una discussione in spiaggia a Golfo Aranci degenerò, con tanto di minacce. Un uomo di 28 anni si sarebbe avvicinato a una giovane donna, iniziando, come da ricostruzione della parte lesa, a insultarla e a rivolgerle frasi intimidatorie. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’episodio si sarebbe aggravato con il coinvolgimento della sorella maggiore della ragazza, accorsa in suo aiuto.

L’imputato, secondo quanto riferito in aula, avrebbe minacciato entrambe, urlando ripetutamente frasi violente come “ti spacco la testa” e “ti ammazzo la famiglia”. L’aggressione verbale sarebbe culminata in un colpo sferrato al petto della donna sopraggiunta in soccorso della sorella, che si era rifugiata nella sua automobile. Gesto che aveva contribuito ad aggravare il quadro accusatorio nei suoi confronti.

Inizialmente, l’uomo era finito sotto processo con l’accusa di tentata violenza sessuale nei confronti della 26enne e con le imputazioni di minacce e percosse nei confronti della sorella 24enne. Secondo la Procura, solo l’intervento della sorella e di un altro uomo aveva impedito conseguenze più gravi.

La difesa dell’imputato.

Durante il dibattimento, il difensore dell’imputato ha sostenuto l’infondatezza dell’accusa principale, parlando di una lite animata tra persone che si conoscevano da tempo. La difesa ha chiesto l’assoluzione da tutte le imputazioni, evidenziando in particolare la mancanza di prove sulla presunta tentata violenza sessuale.

La sentenza.

Il tribunale ha accolto in parte le argomentazioni della difesa. Il collegio ha assolto l’imputato dall’accusa più grave, ritenendo che non vi fossero gli estremi per configurare una tentata violenza sessuale. Il capo d’imputazione è stato riqualificato, e il giovane è stato condannato a tre mesi di reclusione esclusivamente per il reato di minacce. È invece caduta anche l’accusa di percosse, con la conseguente assoluzione per questo capo. Il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a sei anni e quattro mesi di reclusione.

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