Come difendere la propria auto dal rischio corrossione

I consigli per difendere la propria auto.

Un processo invisibile e che non ha stagione è quello della corrosione. Il sale che può essere presente sull’asfalto d’inverno, la salsedine dalla sabbia salmastra d’estate.

Ed è così che, chilometro dopo chilometro, la sottoscocca dell’auto, se trascurata, viene presto aggredita dalla ruggine. Lo stesso pericolo viene anche dal bitume, oppure da detriti nella strada e fango, anche se in questi casi l’entità dell’aggressione è minore. Che l’auto abbia fatto pochi chilometri non conta, perché la corrosione non guarda in faccia a nessuno. L’essiccamento colpisce comunque le giunture e si estende ai raccordi di trasmissione.

Purtroppo se ne ha avviso solo quando ormai la corrosione è già avanzata e cioè la sottoscocca comincia a stridere. Al di là del molesto cigolio, è tutto l’ingranaggio meccanico che inizia a soffrire. Pure l’aspetto estetico ne esce compromesso. I danni alla carrozzeria sono il primo segno di cattiva salute della vettura.

È importante perciò non aspettare e preoccuparsi della manutenzione prima che inizi a diventare un vero problema. Ci sono alcuni trattamenti che si possono fare. I seguaci del fai-da-te possono affidarsi a due parole d’ordine: detergere e sgrassare. Al via con idropulenti e carte abrasive per pulire la propria auto in ogni interstizio. Molti invece si affidano all’autolavaggio di fiducia con l’obiettivo di rimuovere la patina ossidante. Finora era costume intervenire con il grafitaggio, una tecnica accostata alla sottoscocca arrugginita in un’ottica protettiva. Il trattamento ha, infatti, lo scopo di lubrificare le parti compromesse per produrre resistenza contro il principale responsabile della corrosione, il sale.

Vengono utilizzati prodotti che generano una pellicola nera scura isolante. Ma oggi pare che il trattamento abbia più contro che pro, anche legati alle più recenti normative in materia ambientale. Inoltre, molti automobilisti hanno riscontrato effetti collaterali, come danni alle boccole degli ammortizzatori che non hanno tenuta verso l’ingrassamento. Vale la pena ricordare poi che l’olio è una calamita per la polvere e i detriti.

E se il grafitaggio non mette più d’accordo, la nuova avanguardia sarebbe rappresentata dalle cere. Sono cere penetranti che vengono passate all’interno degli scatolati insieme a dei sondini, mentre cere coloranti vengono sciolte sull’esterno. Garantiscono una protezione di 5-6 mesi contro la ruggine. Certo, questo vuol dire che contro la corrosione non c’è una soluzione definitiva e bisogna arrendersi alla prima regola del codice dell’automobilista e cioè avere cura della propria auto, con una lubrificazione periodica della sottoscocca. Con il beneficio di restare in attesa che gli ingegneri della meccanica trovino una soluzione definitiva.

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