Un mix di regole, abilità, strategie, fortuna, carte e perfino posti a sedere sono gli ingredienti principali del gioco del poker. Sì, anche il posto in cui ci si siede al tavolo verde più iconico al mondo influisce moltissimo sull’esito di una partita a poker.
Chiaramente un ruolo importante lo assumono le carte che vengono assegnate ad ogni singolo giocatore, ma questo fattore non può essere “manovrato” a priori. Nessuno sa quali carte gli capiteranno in mano, dunque è impossibile provare ad escogitare strategie vincenti basandosi sulle carte.
Quello che si può fare, però, è imparare a scegliere la posizione in cui sedersi rispetto al dealer, chiamato anche bottone. Prendere posto al tavolo verde, infatti, non è un gioco da ragazzi, e chi ha imparato a giocare a poker nei casinò fisici o in quelli online su Rtbet.it.com ha avuto modo di verificare con mano cosa cambia sedendosi in una posizione piuttosto che in un’altra.
Ecco, dunque, le posizioni principali in cui sedersi al tavolo del poker.
Poker e posizioni al tavolo più o meno ambite
Che si giochi dal vivo o al poker online, tra le posizioni più svantaggiose per i giocatori ci sono le cosiddette under the gun. Chi occupa le posizioni UTG, infatti, è un giocatore che parte svantaggiato se all’inizio del gioco non è in possesso di una mano forte, perché ha l’obbligo di parlare per primo. Pertanto, di solito, chi ha una mano debole, inizia dando “fold”, visto che la sua mano sarà più debole anche rispetto ai due bui, altra posizione di cui si parlerà a breve. Se, invece, la mano è forte, si può provare a rilanciare per trasmettere agli altri giocatori quanto possano essere competitive le proprie carte.
I due giocatori che stanno a sinistra del bottom fanno il loro gioco “al buio”, infatti vengono chiamati small blind e big blind. Ad ogni puntata, il primo giocatore ad agire è lo small blind, motivo per cui qualsiasi altra posizione rispetto alla sua risulta essere favorevole. I big blind, invece, sono una posizione più vantaggiosa (che però nel poker non è sinonimo di vincente), soprattutto quando il giocatore è in possesso di una mano buona.
Le posizioni intermedie vengono chiamate, appunto, middle position e a queste è legato il vantaggio di conoscere già le mosse di una parte del tavolo. Di contro, però, le MP hanno lo svantaggio di non conoscere le intenzioni della seconda metà dei pokeristi avversari. Diventa opportuno, dunque, che il giocatore che occupa queste posizioni scelga uno stile di gioco molto cauto, in modo da avere la possibilità di dare “call” al momento opportuno.
Avvicinandosi alla chiusura della mano, tocca alle ultime due posizioni, le late position. Essendo vicini al dealer, infatti, questi due ruoli, che si distinguono in hijack (seduto a due posti dal dealer) e cut off (seduto al suo fianco, a destra), appaiono più convenienti dei precedenti. L’hijack può chiamare il “raise” e dirottare il bottom su di sé, mentre il cut off può rilanciare ulteriormente e rendere il gioco più difficile all’hijack, sebbene entrambi concorrano per lo stesso scopo: sottrarre il vantaggio al bottone.
Il bottom, infatti, è la posizione più vantaggiosa tra tutte. Il giocatore che riesce a sedersi lì ha maggiori possibilità di concludere positivamente la partita, ma solamente se si riesce a fare un’idea chiara delle mosse al buio degli altri giocatori.
In base alla posizione occupata al tavolo verde, dunque, ogni giocatore acquisisce delle informazioni utili prima che arrivi il proprio turno di parlare. Forte di queste informazioni, un bravo pokerista impara ad adottare uno stile di gioco e delle strategie che gli permetteranno di cambiare significativamente l’esito della mano. Ma anche di vivere un’esperienza di poker più attenta e produttiva.
Con il necessario allenamento, anche la questione dei posti a sedere può essere compresa al meglio ed ogni giocatore saprà sfruttarne le opportunità.
