Artrosi e medicina rigenerativa, nuove frontiere per la chirurgia ortopedica al Mater Olbia Hospital

L’artrosi è una malattia degenerativa che colpisce la cartilagine e provoca dolore intenso alle articolazioni. Il reparto di ortopedia e traumatologia del Mater Olbia Hospital, con oltre 700 interventi chirurgici effettuati nel 2020, porta in Sardegna la medicina rigenerativa, un trattamento chirurgico che consente la riparazione dei tessuti compromessi posticipando il ricorso alla chirurgia protesica.

Ce ne parla il Prof. Vincenzo De Santis, responsabile Reparto ortopedia e traumatologia del Mater Olbia Hospital.

Prof. De Santis quali sono i sintomi dell’artrosi?

Tipicamente il paziente riferisce dolore intenso che colpisce il ginocchio, l’anca o la spalla limitando le normali attività quotidiane e riducendo progressivamente la qualità della vita. Trattandosi di una patologia progressiva degenerativa, oltre all’usura della cartilagine articolare, viene danneggiato anche l’osso sottostante e progressivamente sono coinvolte tutte le strutture articolari (legamenti, menischi, capsula, membrana sinoviale, etc.). Tali manifestazioni degenerative andranno dapprima a ridurre il movimento articolare fino a creare poi delle vere e proprie deformità dell’articolazione interessata.

In questo modo l’artrosi determina dolore, soprattutto al carico, e limitazione progressiva dell’articolarità e della forza. La persona dapprima lamenta dolore solo nell’effettuare alcuni movimenti particolari o dopo aver camminato a lungo o alla fine di una giornata passata in piedi, ma con la subdola progressione della patologia si arriva ad una vera e propria perdita dell’indipendenza. Col tempo riesce a percorrere solo brevi distanze e a non poter più a fare le scale, alzarsi da seduto, accovacciarsi, allacciarsi le scarpe o mettersi le calze, guidare la macchina, il tutto con dolore progressivo e possibili cedimenti dell’arto, fino a rendere necessario anche l’utilizzo di ausili per la deambulazione. La progressione dell’artrosi determina quindi la perdita progressiva dell’autonomia deambulatoria e il decadimento delle qualità di vita.

Quali possibili soluzioni?

Gli scenari terapeutici sono in sostanza tre. La chirurgia protesica, la chirurgia preventiva attraverso la medicina rigenerativa e la terapia conservativa.

Quando la funzionalità delle articolazioni è compromessa, quando il dolore diventa importante e quando le indagini strumentali evidenziano un’artrosi in stadio molto avanzato può rendersi necessaria l’operazione chirurgica. L’indicazione del chirurgo sul procedere all’intervento protesico si basa sulla storia clinica, sull’esame fisico, sulla valutazione dell’imaging, sulle aspettative e richieste del singolo paziente.

Con l’avanzare dell’età l’artrosi rappresenta la condizione patologica che più frequentemente conduce all’intervento di sostituzione protesica. Tuttavia, anche in persone più giovani, specialmente se sportivi, può essere presente artrosi soprattutto a seguito di traumi o problematiche congenite.

Per gli interventi di sostituzione protesica oltre ad avvalerci di tecniche mini-invasive e conservative che, tra gli altri vantaggi, consentono una ripresa più rapida, effettuiamo interventi di medicina personalizzata con l’utilizzo di impianti protesici custom made, strumentari patient specific e l’ausilio della chirurgia robotica e computer assistita che consentono la riproduzione fedele dell’anatomia del paziente.

I pazienti che necessitano di un intervento di artroprotesi si rivolgono inizialmente ai nostri medici specialisti ortopedici presso il nostro ambulatorio divisionale. Successivamente, in base allo specifico caso clinico, il paziente viene avviato ad un accurato iter diagnostico (radiografia, risonanza magnetica, ecografia).

In un’ottica di massima sicurezza e qualità delle cure, a tutti i candidati all’intervento chirurgico viene fatto anche un check up cardiologico ed internistico (in cui viene valutato lo stato di salute nel suo complesso). La fase post-operatoria è seguita dall’équipe medica fisiatrica per una corretta riabilitazione e il rapido recupero.

Prof. De Santis la chirurgia preventiva è considerata come la nuova frontiera della chirurgia ortopedica, di cosa si tratta?

Senza dubbio la medicina rigenerativa è un’area di interesse che coinvolge le patologie della cartilagine. Negli ultimi anni si sta diffondendo l’uso delle cellule staminali mesenchimali (MSC). Sono cellule indifferenziate che, a contatto con altre cellule, possono differenziarsi e diventare come le cellule alle quali si trovano vicine. Queste, in particolare, rappresentano una forma di cellule staminali di tipo “multipotente”, vale a dire che possono dare origine a una serie di cellule di diversi tessuti come ad esempio l’osso, la cartilagine e il tessuto adiposo.

Si parla sempre di chirurgia, come funziona?

La chirurgia rigenerativa prevede il prelievo di tessuto adiposo o midollo osseo dal paziente, dal quale vengono isolate alcune cellule staminali adulte (mesenchimali) che vengono poi impiantate nell’articolazione danneggiata per rigenerare la cartilagine. Le prospettive sono molto affascinanti per la possibilità di arrivare alla vera e propria rigenerazione di strutture anatomiche degenerate.

È possibile usare questa tecnica per tutti i pazienti?

Dagli studi emerge che è sicuramente una metodica molto promettente, ma non si può pensare di utilizzarla per qualsiasi problematica o dolore di una articolazione e non la si può indicare a tutti i pazienti. L’ammissibilità al trattamento è valutata da uno specialista in base a caratteristiche specifiche. Per questa ragione è importante affrontare il problema per tempo.

Cosa può fare un paziente non candidabile all’intervento?

Quando ancora non vi è una chiara indicazione chirurgica, o quando l’indicazione chirurgica è esclusa ci avvaliamo di trattamenti conservativi che includono la terapia medica con farmaci specifici per l’artrosi, la fisiokinesiterapia, le infiltrazioni di acido ialuronico o di cortisone e la neuromodulazione tramite radiofrequenze con l’ausilio del medico terapista del dolore.

Per maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo mail ortopedia@materolbia.com .

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