Il Mater Olbia in prima linea nella prevenzione del tumore al colon retto

Una campagna di sensibilizzazione sul tumore del colon retto a Olbia.

Marzo è il mese europeo dedicato alla prevenzione del tumore del colon-retto. Anche il Mater Olbia Hospital ha aderito alla campagna di sensibilizzazione “Eccam 2022” (European Colorectal Awareness Month), che ha lo scopo di favorire la diagnosi e la cura di questa patologia. Il tumore del colon-retto è il secondo tumore più diffuso al mondo e in Italia è la seconda neoplasia più frequente se si sommano uomini e donne. L’associazione italiana registri rumori (Airtum) stima nel nostro Paese un numero compreso tra i 45mila ed i 50mila nuovi casi all’anno. Il numero dei pazienti che hanno avuto una nuova diagnosi di tumore colorettale negli anni ha diminuito la sua crescita almeno in era pre-Covid grazie ai programmi di screening ed al cambio di abitudini di vita. Questi risultati sono prevalentemente per la popolazione anziana e mascherano l’incidenza nei giovani adulti che è ancora in crescita. Nella Regione Sardegna l’incidenza di questa patologia è di 1.500 nuovi casi all’anno.

Prevenzione del tumore del colon-retto.

Lo screening della popolazione per cancro del colon-retto è uno strumento straordinario e il più efficace per la prevenzione. Se presi in tempo la maggior parte dei polipi può essere diagnosticata e rimossa prima che si trasformino in tumore maligno e la stessa diagnosi di tumore, se diagnosticato precocemente, lo rende più facilmente curabile.

In Italia i programmi di screening ministeriali sono indicati a partire dai 50 anni. Oggigiorno, in diverse aree del nostro Paese, si suggerisce di iniziare dai 45 anni a sottoporsi a screening, in particolare con l’utilizzo del sangue occulto nelle feci. La positività di questo test indica la necessità di approfondimento con una colonscopia che consente di visualizzare direttamente il colon, riconoscere i polipi, asportarli o praticare delle biopsie. Nel caso di familiarità marcata, specie per diagnosi in giovani, potrebbe essere necessaria una valutazione genetica per ricostruire l’albero genealogico nel sospetto di sindromi familiari.

Negli ultimi due anni, durante la pandemia da Covid-19, il numero delle diagnosi di tumore del colon-retto è diminuito sensibilmente a causa sia dell’interruzione dei programmi di screening per overbooking delle attività negli uffici dedicati delle Asl sia per il rinvio delle colonscopie non urgenti. Le diagnosi sono state fatte più frequentemente sulla base dei sintomi più gravi che si verificano quando la malattia è più avanzata e meno curabile. Già nel 2020, a livello nazionale, si stima una riduzione del 45% degli screening e di quasi il 12% della diagnosi di tumore del colon-retto.

Il Mater Olbia Hospital, una struttura di riferimento.

Il Mater Olbia Hospital è una struttura di riferimento per la presa in carico e la gestione multidisciplinare del tumore colorettale grazie alla proficua collaborazione di tutti gli specialisti della patologia di gastroenterologia, radiologia, anatomia patologica, chirurgia generale, oncologia e radioterapia.

L’unità di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, diretta dal dottor Milutin Bulajic, si avvale dell’utilizzo di tecnologie ad alta definizione che permettono non solo l’identificazione di polipi di piccolissime dimensioni, ma hanno inoltre la possibilità di predire la natura del polipo per poter quindi stabilire la tecnica di asportazione più appropriata. “La colonscopia, – afferma il dottor Bulajic – “oltre a rappresentare lo strumento più efficace per la diagnosi e la resezione delle lesioni benigne, ha un ruolo terapeutico anche nelle lesioni tumorali in stadio iniziale”.

Il reparto di Chirurgia Oncologica, diretto dal dottor Vincenzo Tondolo, si rivolge spiccatamente ai pazienti con il tumore del colon-retto perché, afferma il dottor Tondolo, “è ancora così frequente ed ancora così letale. Dall’apertura delle sale operatorie nel 2020 abbiamo operato più di 80 pazienti affetti da tumore del colon-retto. Nel 95% dei casi abbiamo utilizzato una tecnica mininvasiva laparoscopica, che ci ha consentito di ridurre al minimo l’impatto della chirurgia”.

Il team ha inoltre aderito a protocolli di ricerca e di studio multicentrici nazionali contribuendo allo studio sulle associazioni presenti tra questo tumore ed il microbiota.

Collaborazioni con il territorio.

Il Mater Olbia Hospital, in attesa di essere inserito in programmi di prevenzione regionali, collabora con le associazioni del territorio e contribuisce alla realizzazione di programmi di sensibilizzazione al tema della prevenzione eseguendo gratuitamente indagini diagnostiche e di ricerca sangue occulto nelle feci. Una prima fase del programma, in collaborazione con l’associazione “Non solo cioga“, è stata eseguita nel Nord Sardegna, nei comuni di Sedini e Chiaramonti. La dottoressa Antonella Lai, oncologa, coordinatrice del progetto – “I risultati di questa prima fase parlano chiaro: su 553 pazienti che si sono sottoposti alla ricerca di sangue occulto nelle feci 52 pazienti avevano dei polipi del colon che sono stati rimossi con la colonscopia e 3 pazienti hanno avuto diagnosi di tumore maligno e sono stati operati con tecnica laparoscopica. Tutti i pazienti che hanno rimosso i tumori benigni e maligni non solo non sapevano di averlo ma non avevano alcun sintomo”; La diagnosi precoce del tumore ha permesso a questi pazienti di ricevere il trattamento endoscopico e chirurgico prima che il tumore diventasse molto esteso. È partita a breve la seconda fase del progetto che prevede l’estensione del programma ai comuni di Viddalba, Santa Maria Coghinas e Valledoria.

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