L’allarme degli esperti: “In Sardegna un bambino ogni 150 con il diabete”

I dati sul diabete in Sardegna.

Ogni anno in Sardegna vengono diagnosticati circa 120 nuovi casi di diabete tipo 1 nella fascia di età 0-14 anni e un bambino ogni 150 è affetto da questa patologia. “Attualmente in Sardegna l’accesso alle tecnologie è piuttosto limitato, soprattutto per quelle di nuova generazione disponibili invece nelle altre regioni. Nonostante l’incidenza così alta, la regione Sardegna garantisce l’erogabilità di sensori per il monitoraggio glicemico intermittente a un numero limitato di pazienti in età pediatrica e pertanto tutti i bambini con nuova diagnosi di diabete, non avendo diritto, devono provvedere all’acquisto a proprie spese”, interviene Carlo Ripoli, direttore SSD Diabetologia Pediatrica, AO G.Brotzu di Cagliari.

La situazione non è migliore per ciò che riguarda la prescrizione dei microinfusori. “Gli strumenti più moderni in grado di funzionare anche in modalità automatica e quelli senza catetere (patch pump, una categoria molto amata dagli adolescenti) è completamente esclusa dalle possibili scelte terapeutiche dei pazienti e dei diabetologi”, prosegue lo specialista. L’uso delle tecnologie più moderne consente di migliorare il “Time in Range” (tempo trascorso, nell’arco delle 24 ore, all’interno di un preciso intervallo di valori glicemici), le glicemie medie e la variabilità glicemica e quindi di ridurre il rischio delle temute complicanze croniche del diabete (retinopatia, nefropatia). Ma consente anche di limitare le complicanze acute e in particolare le ipoglicemie e l’ansia che ne derivano, sia nei pazienti sia nei genitori dei bambini più piccoli (particolarmente a rischio perché non in grado di riferire i sintomi del calo degli zuccheri nel sangue). Il risultato è avere pazienti più sereni, meno stressati dalla patologia e con rischio di complicanze future notevolmente ridotto.

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“Garantire l’accesso alle nuove tecnologie, microinfusori e sensori: è fondamentale. Questi dispositivi rappresentano la nuova frontiera nel campo della cura della malattia, capaci di migliorare la qualità della vita del paziente non solo sul piano terapeutico ma anche su quello psicologico e sociale – spiega Riccardo Trentin, presidente Federazione Rete Sarda Diabete Ets-Odv (Ente del Terzo Settore-Organizzazione di Volontariato) – L’accesso alle nuove tecnologie rappresenta un tassello dei molti traguardi che i diabetici sardi tardano a “conquistare” sul fronte dell’equità nelle pari opportunità di cura e della garanzia del diritto alla salute”.

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